Storia

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117 anni di vita...

Si sono alternati alla direzione del giornale, nei suoi 117 anni di vita, 18 direttori : il primo fu don Vincenzo Scarzello, l’ultimo e attuale è Walter Lamberti, primo laico a dirigere La Fedeltà. Tra di essi la firma prestigiosa di monsignor Michele Pellegrino, divenuto in seguito cardinale di Torino.

A fianco dei direttori uno stuolo di collaboratori che, nel corso dei decenni, hanno rappresentato le menti più lucide della comunità diocesana: sacerdoti, politici, sindaci, amministratori, dirigenti delle associazioni, rappresentanti delle realtà produttive, docenti, uomini di cultura.

Nel lungo itinerario informativo e formativo de La Fedeltà, l’archivio culturale e spirituale del giornale registra i fatti, le opinioni, gli avvenimenti della società locale che sono diventati il patrimonio, il carattere, la passione civile e religiosa della storia fossanese.

Nell’oltre un secolo della sua ricca e continua presenza nell’attenzione e nell’affetto dei cittadini, altri settimanali hanno accompagnato la sua missione giornalistica. Eppure nessuno è stato durevole e puntuale come La Fedeltà, ritenuto da sempre come lo strumento privilegiato dell’opinione pubblica locale. È stato il periodico che meglio ha aiutato a leggere e a ricordare la storia, i fatti e le vicende degli uomini nella vita ecclesiale e civica della città e della diocesi.

Particolare rilievo ha riservato alle sorti e ai contenuti delle amministrazioni comunali. Fin dal primo numero, d’altronde, il giornale si era così impegnato: “Plaude di vero cuore ai suoi illuminati e solerti rappresentanti, li ringrazia della loro operosità e promette di assecondarli pienamente per quella via equa e diritta per cui essi camminano”.

Specchio fedele

La Fedeltà, palestra di dialogo sociale e di informazione, ha fatto sempre partecipe la comunità delle esperienze umane in cui è stata immersa. La politica, la religione, la scuola e la cultura, il mondo del lavoro, la cronaca, l’arte, lo sport, gli spettacoli, l’attualità, la documentazione: ecco i settori giornalistici in cui si è articolata e sviluppata la sua attività, settimana dopo settimana, anno dopo anno. Nel 1967, il giornale diocesano celebrò i primi settanta anni di vita. In quell’occasione, in un “numero” straordinario, ricco di documenti e di passaggi rievocativi, don Giorgio Martina (uno dei più apprezzati direttori degli ultimi decenni del settimanale) riuscì a “leggere” i circa 3500 numeri de La Fedeltà e a estrarre dalle 12.000 pagine dell’intera raccolta i fatti salienti della città nella visione, nel racconto e nella valutazione che il settimanale diocesano era stato capace e abilitato a ospitare.

Fatti locali mai disgiunti dal quadro nazionale e mondiale in cui si succedono gli avvenimenti, le speranze e le ambasce degli uomini. “La vita del giornale è talmente precisa e attenta - fa notare lo scrivente - che in esso la città è proiettata nel divenire delle sue tipiche rappresentazioni, illustrata nelle sue più geniali iniziative, elogiata per il conseguimento di quel progresso che l’ha vista camminare con il tempo”.

E, quindi, di quella vita occorre dare traccia sommaria e indicare alcune tappe che ne hanno celebrato il cammino sicuro e coraggioso, nel rispetto della verità e nella molteplicità degli spunti che una comunità viva sempre offre agli osservatori e agli “storici” interessati.

Tappe salienti

Nei primi anni del secolo il problema della Diocesi si intrecciò con la Festa Centenaria (1904, a 300 anni dalla morte) del Beato Giovenale Ancina. Poi subentrò la prospettiva dello sviluppo economico della città e della fioritura delle industrie locali. Quindi, le ansie e le sofferenze per la guerra libica si trasformarono in quelle più dolorose ancora, per il rilievo mondiale della grande guerra 1914-1918. Tra le ininterrotte cronache dai campi di combattimento, incominciarono a comparire i primi necrologi dei caduti fossanesi. E il giornale non ebbe più vita facile, vittima della censura, già negli anni di guerra. Strumento antidemocratico del regime fascista, la censura (definita come “museruola”) diventò sempre più rigida.

Nel 1929 alcune colonne del giornale, non molte, vennero dedicate al Concordato. Il 16 novembre 1938, l’editoriale trattò delle “Nuove leggi razziste e della dottrina della Chiesa”; nel 1939 tutta la prima pagina fu riservata alla visita del duce a Fossano (“giornata di entusiasmo”). Papa Pacelli, eletto l’anno precedente innalzò forte la sua voce sul mondo per preservare la pace e La Fedeltà ne sottolineò il significato umano e spirituale.

La seconda guerra mondiale risultò la tragedia che era facile prevedere. “Ma ecco - proseguì il cronista - il 25 luglio, l’8 settembre e l’arrivo dei tedeschi, che si insediano con la pubblicazione dei famigerati bandi. Il caos è spaventoso”. Anche nei giornali, le cui redazioni furono soggette alle contrapposte disposizioni dei belligeranti. Il giornale fu costretto al silenzio per cinque mesi. Ma nella primavera del 1945, nonostante il persistere delle tensioni, si levò finalmente l’alba della liberazione: a Fossano comandavano adesso i Volontari della Libertà e primo sindaco del dopoguerra (dopo i lunghi anni del potere del Podestà) fu nominato Luigi Bima.

Naturalmente il giornale trattò negli anni immediatamente successivi, i grandi e fondamentali appuntamenti elettorali italiani (il referendum sulla Repubblica, le amministrative e le votazioni per la Costituente nel 1946; le politiche del 18 aprile 1948), ma anche il trionfo della Madonna della Provvidenza, con la grandiosa “Peregrinatio Mariae”.

Il popolo dei lettori e degli abbonati de La Fedeltà continuò a non disperdere la conoscenza degli avvenimenti che, più rapidi che mai, colpivano ed emozionavano la mente cosciente degli uomini.

Oltre un secolo di vita

Nei suoi primi cinquant’anni, il giornale (così come tutti gli altri, quelli nazionali e quelli locali, quelli di cadenza quotidiana e quelli di frequenza settimanale) era solo a informare e a legare direttamente le notizie alla popolazione. Ma poi nacque anche in Italia la televisione e un canale preferenziale sembrò stabilirsi tra la gente ansiosa di notizie e il nuovo mezzo della comunicazione di massa. Ma i periodici della “piccola” ma vitale realtà provinciale non disparvero. Anzi, acquisirono un nuovo ruolo di rappresentazione particolaristica di tutto quanto è importante e doveroso di segnalazione nel quadro della comunità locale.

Anche La Fedeltà si fece partecipe di questa esigenza e più gli anni passavano più il settimanale diocesano diventava ricco di pagine, di cronache, di rubriche, di rendicontazione dettagliata del cammino, dei problemi, delle aspirazioni dei fossanesi. Di qui nasce l’impossibilità di essere, in qualche modo “fedeli” nel riassumere (neppure a larghe maglie) quanto accadde nel mondo e nella città, in quei decenni.

Ma il momento del grande appuntamento si avvicinava e non poteva essere “storicamente” ignorato o negato.

Così nel 1997 il primo numero dell’annata celebrò (con una pubblicazione speciale) i “Cento anni di Fedeltà”.

Veniva facile al direttore, don Piergiorgio Giorgis, annotare nell’editoriale: «Cento anni insieme: notizie, vita di Chiesa, vita civile, sport. Un cammino nella lirica della “fedeltà” percorsa sulla strada della libertà e della trasparenza, senza faziosità, nel rispetto dei valori e, in particolar modo, della persona umana».

Dal 1998, per 15 anni, il settimanale viene diretto da don Corrado Avagnina (nel frattempo direttore dell'Unione Monregalese). Il giornale cambia formato, passando al classico tabloid. Con il nuovo secolo il settimanale apre all'online. Nel 2006 è il primo sito web, che verrà poi completamente modificato e ammodernato, aprendosi anche ai nuovi social media, nel maggio del 2014. Nell'estate dello stesso anno sbarca su tablet e smartphone. Ci si può abbonare online e leggere la copia digitale attraverso l'app "AGD News", che ospita una dozzina di altri settimanali diocesani del Piemonte.

Nel frattempo una novità importante. Nel settembre 2013 viene chiamato per la prima volta un laico a dirigere La Fedeltà: è Walter Lamberti, classe 1974.

Con questa scelta il giornale diocesano, nel solco della Chiesa del Concilio, valorizza la corresponsabilità dei laici e la loro professionalità. Una sfida che continua...