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16-01-2008 Provincia
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| Rifiuti campani: Cuneo dice No |
L’emergenza rifiuti in Campania, che tanti problemi sta creando all’intero Paese, sta mettendo in subbuglio anche la Granda. Dopo la dichiarata disponibilità della presidente della Regione Mercedes Bresso ad accogliere parte dei rifiuti campani per uscire dall’emergenza, la settimana scorsa l’assessore regionale Nicola de Ruggiero ha incontrato i rappresentanti delle Province piemontesi per definire un piano operativo. “Ai colleghi abbiamo ricordando che si tratta di un’emergenza nazionale - spiega l’assessore regionale all’Ambiente - e che ci è stata chiesta un’attiva collaborazione alla quale non possiamo voltare le spalle”. L’ipotesi di conferimento si aggira intorno a un quantitativo di 5.000 tonnellate per regione, una quota di rifiuti solidi urbani non molto differente da quelle ricevute negli anni scorsi, pari allo 0,2% della produzione annua regionale, all’incirca la quantità che i piemontesi producono in un giorno. In un primo tempo era parso che la Provincia di Cuneo avesse dato la disponibilità ad accogliere i rifiuti. “Abbiamo registrato la disponibilità della Provincia di Cuneo e della città di Torino” - aveva infatti annunciato de Ruggiero, subito però smentito dal presidente della Provincia Costa che precisava di aver dato la “disponibilità a valutare la questione” ma che la decisione sarebbe stata assunta dalla Giunta. “Non abbiamo detto di no ma neppure di sì - aveva precisato l’assessore all’Ambiente Umberto Fino -; vogliamo acquisire qualche elemento in più poi decideremo. In ogni caso la questione va portata in Giunta”.
Intanto erano subito infuriate le polemiche, non solo a livello provinciale ma anche regionale. Il consigliere regionale della Lega nord Claudio Dutto aveva minacciato le “barricate”. “La maggior parte delle Province piemontesi ha negato la disponibilità ad accogliere i rifiuti, anche perché le nostre discariche sono in esaurimento o comunque appena sufficienti per i nostri rifiuti. La Giunta regionale ha voluto fare la prima della classe, dimenticando che i piemontesi i rifiuti campani non li vogliono, mentre altre Regioni hanno avuto il coraggio di chiedere che la Campania e i suoi governatori si assumano le loro responsabilità. Oltretutto, come ha ammesso l’assessore de Ruggiero, la decisione non spetta alla Giunta ma al Consiglio regionale. Abbiamo chiesto e ottenuto che in aula, si voti una mozione. Chiederemo la votazione per appello nominale, in modo che tutti sappiano chi ha votato a favore e chi contro. La cosa grave è che i piemontesi potrebbero avere, oltre al danno, pure la beffa. Il costo dell’emergenza rifiuti in Campania, infatti, verrà pagato con fondi statali, quindi con soldi che arrivano anche dai contribuenti piemontesi. Scenderemo in piazza per tutelare i nostri territori”.
La Lega nord provinciale intanto aveva annunciato la raccolta firme nel week-end (realizzata sabato e domenica in alcuni centri oltre che nel capoluogo) per ribadire la contrarietà dei cittadini. “Se ciò non bastasse riteniamo necessario istituire dei presidi dinnanzi alle discariche interessate”. Il parlamentare cuneese del Carroccio Michelino Davico se la prendeva intanto anche con la Provincia che, alla riunione che si era tenuta in Regione sulla questione dei rifiuti campani si sarebbe fatta rappresentare “solo da un funzionario”; l’assenza dell’assessore all’Ambiente Umberto Fino avrebbe, secondo la Lega “determinato quell’apertura di credito che comporterà a breve l’arrivo in casa nostra di tonnellate di immondizia campana”. La Lega, che da poche settimane fa parte della Giunta provinciale, si spingeva a chiedere le dimissioni dell’assessore Fino e dichiarava che si sarebbe opposta in ogni modo “per difendere i sacrosanti diritti di tutti i cittadini cuneesi”.
Il Gruppo regionale di Forza Italia dava anch’esso battaglia. “Già nel 2006 accettammo i rifiuti della Campania perché c’era una situazione di emergenza, ma non è servito a niente. Da allora infatti nulla è cambiato e per di più sono stati ampiamente disattesi tutti gli impegni sottoscritti dalla Regione Campania lo scorso anno e posti a fondamento dell’allora disponibilità da parte della Regione Piemonte”. Gli stessi consiglieri azzurri, evidentemente preoccupati di un “cedimento” della Provincia, inviavano copia dell’ordine del giorno presentato in Regione al presidente della Provincia Costa e all’assessore Fino, “per auspicare un non coinvolgimento della Provincia di Cuneo nel programma di smaltimento dei rifiuti campani”.
Tutto questo movimento aveva convinto il presidente Costa ad accelerare i tempi e a riunire d’urgenza la Giunta per decidere. La decisione, forse inevitabile viste le minacce di “barricate” della Lega e degli stessi consiglieri azzurri, è stata di rifiuto (cfr scheda in alto). L’assessore de Ruggiero, tuttavia non demorde, anche perché (cfr stessa scheda in alto) sostiene che la prima risposta della Provincia è stata effettivamente di disponibilità. Dalla Regione continuano quindi i tentativi di convincimento, anche perché, nel frattempo, i gestori di alcuni impianti hanno detto chiaramente che per loro non sarebbe assolutamente un problema smaltire quel quantitativo di rifiuti, un servizio peraltro pagata profumatamente, che consentirebbe agli impianti stessi di ammortizzare le spese.
Il presidente dell’Ato (Ambito territoriale ottimale), a cui fanno capo tutti i consorzi per lo smaltimento rifiuti, ha convocato un’assemblea per valutare tecnicamente la richiesta del commissario straordinario per la questione rifiuti in Campania. Perché in questo campo è sì la Provincia a dover autorizzare, ma deve farlo dopo aver sentito i gestori degli impianti. Cosa non successa: lo stesso Costa, in un suo comunicato, dice di aver “passato in rassegna” la situazione degli impianti e delle discariche attive sul territorio provinciale, ma una vera e propria consultazione ufficiale dell’organismo tenuto a dare un parere tecnico non c’è stata. E in ogni caso la decisione finale spetta al commissario straordinario, che potrebbe anche fare un’azione di forza; cosa improbabile, visto il clima che si sta creando attorno a questa delicata questione. LUIGINA AMBROGIO
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