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20-02-2008 Fossanese
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| Aumenta la bolletta dell’acqua |
Con l’arrivo delle bollette semestrali dell’acqua, gli utenti avranno una brutta sorpresa: la tariffa risulterà aumentata del 5 - 6%. “Un adeguamento necessario - sostiene il presidente dell’«Alpi acque» Mario Rossi - perché la tariffa era ferma dal 2002, mentre la società, in questi anni, ha effettuato notevoli investimenti; inoltre c’è stato un aumento dei costi delle materie prime, in particolare dell’energia e del costo del lavoro”.
L’aumento, uguale percentualmente per tutti i Comuni soci, viene calcolato sulla quota relativa alle fognature e alla depurazione, che non si differenzia molto da un Comune all’altro (mentre le tariffe dell’acqua sono molto disomogenee). Chi fruisce solo del servizio di acquedotto pertanto non subirà alcun aumento.
Altri incrementi sono in vista sulle prossime bollette. Abbiamo chiesto al presidente di Alpi acque (il fossanese Mario Rossi), di illustrarci questi aumenti e di spiegarci il funzionamento della società.
Quando è nata “Alpi acque”?
La società è nata nel 1999 per iniziativa dell’allora assessore ai Lavori pubblici Francesco Balocco. Nacque come società pubblico - privata: i soci fondatori furono il Comune di Fossano (con il 51% di quote), il Comune di Cervere (con l’1%) e la Crea, con il 48% di quote. Complessivamente il capitale sociale ammontava a 1 miliardo di vecchie lire; Fossano versò la sua quota cedendo alla società la proprietà della sede di piazza Dompé, valutata 510 milioni di vecchie lire. Il socio privato (Crea) versò 500.000.000 come sovrapprezzo azioni. Pian piano abbiamo esteso i servizi ad altri Comuni, invitandoli a diventare soci (cfr scheda a lato - ndr). Alcuni, come Villafalletto, Vottignasco, Rifreddo, Murello, Ruffia, Cavallerleone e Scarnafigi, hanno deciso di utilizzare i nostri servizi senza entrare a far parte della società.
Quanti sono i soci?
Al momento sono 15, ma si sta concretizzando l’adesione di Sant’Albano Stura e di Racconigi, che però fruirà soltanto del servizio di fognature e depurazione.
Da chi acquistano le quote i nuovi Comuni?
Dal Comune di Fossano che, dopo aver acquistato la quota principale per far partire la società, si è pian piano “alleggerita”, facendo entrare nuovi Comuni, favorendo così l’ampliamento e rientrando del denaro immesso. Le ultime quote sono state cedute a un valore doppio rispetto al valore nominale, più un sovrapprezzo azioni rapportato alle riserve della società che ammontano a circa un milione di euro.
Questo significa che Alpi acque è in buona salute?
Sì, fin’ora i profitti non sono stati redistribuiti ma sono stati utilizzati per aumentare le riserve. Per questo chi entra deve pagare di più: si trova una società avviata con un fondo di riserva consistente.
Perché non si utilizzano le riserve (consistenti) anziché aumentare le tariffe?
Questa è una decisione che spetta ai soci (privati e pubblici): fin’ora non è mai stata avanzata una proposta del genere.
Il socio privato è cambiato. Perché?
La Crea ha deciso di non operare più nel Cuneese e da questo è derivata la sua uscita da “Alpi acque”. Le sue azioni sono state cedute al Gruppo albese Egea che le ha pagate cinque volte tanto il valore nominale.
Perché il Comune di Fossano non fa pagare altrettanto le quote che cede agli altri Comuni?
Questo va chiesto al Comune di Fossano. Credo che il Comune sia interessato all’espansione della società; un valore delle quote troppo elevato potrebbe limitare questa espansione.
Ora la gestione delle risorse idriche è passata all’Ato. Di cosa si tratta?
L’Ato (Autorità dell’ambito territoriale omogeneo, che corrisponde a tutta la Granda) è un organismo previsto dalla legge Galli. È formato per il 25% dalla Provincia; il restante 75% è distribuito, per metà, tra i Comuni della Pianura e per l’altra metà tra le Comunità montane. Dovrà gradualmente arrivare alla gestione delle risorse idriche in ambito provinciale. In Granda l’Ato è nato nel 2002.
Cosa è cambiato per “Alpi acque” con la nascita dell’Ato?
Intanto abbiamo dovuto rivedere la scadenza della nostra società. Essendo nati successivamente alla legge Galli, la Provincia ha dovuto verificare la congruità della nostra società rispetto alla nuova normativa. Per un discorso di perequazione, è stato ridotto il periodo di “concessione”, passato dal 2024 al 2017. Per quanto riguarda le opere da realizzare, i progetti di una certa consistenza devono essere approvati non più dai Comuni ma dall’Autorità d’ambito, che deve verificare la reale necessità dei lavori, visto che tutte le spese di investimento ora gravano sugli utenti e non più sui bilanci comunali. Inoltre fino all’anno scorso “Alpi acque” pagava ai Comuni un canone d’affitto per le infrastrutture (rete dell’acquedotto e fognaria, depuratore...). La legge ora non consente più questo; in compenso “Alpi acque” si accollerà l’onere dei mutui accesi per le infrastrutture.
Fossano però ci rimette...
Apparentemente sì, perché Fossano aveva delle rate annuali dei mutui inferiori al canone che percepiva da Alpi acque. Però la società compenserà la differenza accollandosi tutta una serie di lavori.
L’aumento delle tariffe ha a che fare con l’Ato?
L’aumento che gli utenti troveranno nella bolletta in arrivo nei prossimi giorni è stata decisa dalla nostra società, ma sottoposta al vaglio dell’Ato, alla quale dobbiamo dimostrare che l’aumento è necessario per pareggiare il bilancio. L’Ato ha valutato congrua la nostra richiesta e ha deliberato un aumento annuale delle tariffe pari a 240.000 euro con decorrenza dal 1° luglio 2007. Pertanto il Cda di “Alpi acque” ha stabilito di portare il costo della fognatura a 0,10316 e al mc e quello per la depurazione a 0,30342. Sono in vista altri aumenti, questi richiesti dall’Ato, per coprire tre voci: intanto il vecchio nolo contatore è passato da una quota di 12 euro all’anno per unità immobiliare a 24 euro (un aumento, questo, già assorbito dalle bollette dello scorso anno). Altre due voci, che provocheranno un ulteriore aumento sulle future bollette, sono gli 8 euro annuali per unità immobiliare come restituzione alla montagna (destinati a interventi idrogeologici); 1,5 e annuali verranno inseriti a copertura delle spese di funzionamento dell’Ato.
Intanto si parla della tariffa unica…
Sì, l’Ato intende arrivare a una tariffa unitaria entro il 2015 su tutto il territorio provinciale. Un obiettivo non facile perché le situazioni sono molto differenziate.
Fossano ci rimetterà?
Fossano non ci rimetterà perché sta all’incirca nella media delle tariffe provinciali. Per quanto riguarda il nostro bacino la tariffa media è attualmente 0,7453, mentre Fossano è 0,7260; si prevede di arrivare a 0,8977, con investimenti da effettuarsi nel triennio pari a circa 15 milioni di euro.
Qual è il consumo di acqua dei fossanesi?
Più o meno quello degli altri utenti, circa 200 litri al giorno.
Così tanto?
Bisogna calcolare che quando si tira lo sciacquone del water si consumano 9 litri d’acqua. Per non dire delle docce...
Vi ponete l’obiettivo di contenere i consumi?
Il problema dell’acqua non è da sottovalutare. Abbiamo intenzione di effettuare una campagna di sensibilizzazione nelle scuole per ridurre i consumi inutili e gli sprechi. LUIGINA AMBROGIO
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