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23-09-2009 Fossano
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| I lavoratori del Bottonificio “raccontati” dai manichini |
Dopo gli striscioni appesi in via Torino e via del Santuario nelle settimane scorse per attirare l’attenzione sulla “crisi” del Bottonificio fossanese, sono proseguite le iniziative messe in campo dai lavoratori per non far calare il silenzio sul caso.
Proseguono e proseguiranno fino a venerdì 25 settembre, giorno in cui è in programma una manifestazione di piazza con un corteo che, partendo da piazza Rafaela alle 20 (dove sorgeva la sede storica del Bottonificio) si sposterà verso il centro storico per giungere in piazzetta Manfredi (ore 21) dove sono previsti interventi di lavoratori e autorità politiche e sindacali. Il tutto per dire: “Il Bottonificio non deve morire e non si può perdere questo patrimonio di conoscenze e di professionalità che in passato ha reso grande il nome di Fossano e che ancora oggi ha buone possibilità di ricrescita”.
E se hanno sortito il loro effetto gli striscioni appesi lungo le strade dell’area artigianale, ancor più ha attirato l’attenzione l’installazione che da alcuni giorni si trova sotto i portici di via Roma di fronte all’ingresso del Municipio. Una serie di manichini con cappello e sciarpa indossano cartelloni che illustrano, alcuni in modo ironico, la situazione degli oltre 50 lavoratori, ora in cassa integrazione. Una protesta silenziosa di persone che stanno perdendo il posto di lavoro e non ci stanno ad essere trattate come manichini. “Mi presento, sono la signora Maria, madre di 4 figli; ho lavorato al Bottonificio per 30 anni, ho passato più tempo in reparto che a casa con i miei bambini, dando tutta me stessa al lavoro. Il grazie per tutto questo è: chiuso per sempre”. Questa una delle frasi riportate; una delle tante storie dei lavoratori dell’azienda di via del Santuario. Non i soliti slogan di protesta, ma una forma più “colloquiale”, pacata e pacifica, che tuttavia non nasconde la triste realtà dei fatti.
“Abbiamo scelto un modo “artistico” per protestare e attirare l’attenzione dei fossanesi - spiegano i lavoratori -; il lavoro del Bottonificio proprio il particolare settore in cui si inserisce, che è quello della moda, è sempre stato caratterizzato da grande professionalità, estro e gusto per il bello. Ecco perché anche questo nostro manifestare silenzioso vuole in qualche modo essere una forma d’arte”.
Martedì mattina una delegazione di lavoratori ha incontrato gli studenti dei Salesiani, su invito dei responsabili dell’istituto. Un ennesimo segno di attenzione da parte della scuola di don Bosco alla realtà locale e al mondo del lavoro (anche quello in crisi). Un modo per i lavoratori di raccontarsi ai giovani, invitare alla manifestazione di venerdì e ribadire ancora una volta che la dignità dell’uomo passa anche e soprattutto attraverso la possibilità di lavorare. WALTER LAMBERTI
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