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28-01-2010 Fossanese
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| Lavoratori in “cassa”: non abbandonateci! |
“Non dimenticateci. La crisi non è finita. Anzi. Ci sono centinaia di famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese. Non fate cadere il silenzio su di noi”. È l’appello che arriva da più parti al nostro giornale e che noi accogliamo e rilanciamo. Un appello rivolto ai media, ai sindacati, ai politici, da parte dei tanti lavoratori che hanno perso il posto di lavoro e ora sono in cassa integrazione senza una prospettive di ripresa a breve. In questi mesi ci siamo occupati più volte del Bottonificio fossanese, ma anche della Duegi prefabbricati di Loreto, della Cas di Sant’Albano Stura (per fare tre esempi di aziende medio grandi della nostra zona in crisi). Oltre a loro non vanno dimenticati anche i lavoratori di aziende più piccole o coloro, lavoratori in proprio, che hanno dovuto “chiudere baracca” perché senza lavoro.
Ma qual è la situazione nelle aziende che abbiamo citato?
Per quanto riguarda il Bottonificio, a parte alcuni dei 54 dipendenti impiegati nella linea Cartaffini (che produce piatti in resina), la maggior parte dei lavoratori è in cassa straordinaria da mesi. Continua la loro lotta e le iniziative per tenere alta l’attenzione sul caso (ne sono un esempio la manifestazione di piazza dello scorso settembre, le lettere ai politici, gli incontri, ecc.). Tuttavia, ad oggi, nonostante si sia parlato più volte di possibili acquirenti intenzionati a rilevare l’azienda, nulla è cambiato.
Situazione diversa quella della Cas di Sant’Albano Stura, ditta specializzata in costruzioni meccaniche e carpenteria (41 dipendenti), per la quale l’iter è ancora alla fase della richiesta di anticipo della cassa integrazione straordinaria. E qualcosa si è mosso proprio nei giorni scorsi. Se resta il punto interrogativo sul futuro dell’azienda, per la quale si sta tentando la vendita, si è messa invece in moto la procedura per l’anticipo della cassa integrazione straordinaria secondo il protocollo siglato tra Provincia di Cuneo, Bre Banca e Inps.
Secondo tale accordo l’anticipo sarà suddiviso in parti uguali con l’intervento della stessa Provincia, del Comune di Sant’Albano e della Fondazione Crc.
“In questi mesi ci siamo incontrati più volte con i sindacati per affrontare la non facile questione della Cas - spiega l’assessore provinciale al Lavoro Pietro Blengini -; ora con la cassa straordinaria i dipendenti potranno avere un po’ di respiro, nella speranza che si arrivi presto alla vendita e alla ripresa dell’attività”.
Mentre per il Bottonificio la chiusura dei cancelli e la cessazione dell’attività non è da imputare alla crisi finanziaria globale (che è tuttavia un elemento che aggrava la situazione), ma alla scelta dell’imprenditore, Antonio Antoniotti, di “tirare i remi in barca”, per quanto riguarda l’azienda saltalbanese la scelta di chiudere è stata dettata da una riduzione sempre maggiore delle commesse, che ha convinto i titolari, la famiglia Cravero che l’ha gestita per 25 anni, ad arrendersi.
Qualche novità anche sul fronte DueGi di Loreto (con una sede staccata a Narzole), ditta leader per anni nel settore dei prefabbricati. Dopo alcuni mesi di tira e molla, dopo la richiesta alle banche di rifinaziare i mutui (appello che non è andato a buon fine) si è arrivati alla dichiarazione di fallimento a fine luglio.
Lunedì scorso, presso il tribunale di Cuneo, si è tenuta la prima udienza. Nei mesi precedenti i creditori hanno “presentato il conto” e il curatore fallimentare ha fatto il conteggio della massa attiva e di quella passiva. “Si tratta di una situazione non facile - commenta Pasquale Stroppiana della Cgil -; dei 90 dipendenti, in gran parte di origine straniera, pochissimi hanno trovato una nuova sistemazione. A mitigare la crisi è arrivato l’anticipo della cassa integrazione straordinaria per i primi mesi, ma ora il problema si ripresenta”.
I fondi che la Cassa di risparmio di Fossano ha già anticipato ai dipendenti (i primi mesi di cassa integrazione) non sono ancora stati reintegrati dall’Inps (dovrebbero infatti arrivare nel mese di maggio dopo la presentazione del rapporto semestrale del curatore fallimentare).
“Ci auguriamo - prosegue Stroppiana - che la Crf, che già si è dimostrata molto disponibile nell’anticipo ai lavoratori, prosegua in quest’opera, nella speranza che si sblocchi qualcosa e vi siano proposte di acquisto dell’azienda o di parte di essa da parte di imprenditori o gruppi imprenditoriali intenzionati a proseguire l’attività”.
E lo sperano anche i 90 lavoratori che ora sono a casa.
Intanto dalla Provincia e dalla Regione partono iniziative anticrisi rivolte alle piccole imprese.
Nei giorni scorsi in Provincia è stato presentato il bando 2009-2010 rivolto alle piccole imprese per la richiesta di cassa integrazione in deroga. Un provvedimento nato dalla concertazione tra Provincia e Regione molto importante per una realtà come quella della cuneese caratterizzata da un gran numero di piccole imprese. Le richieste di cassa integrazione in deroga nel 2009 sono state 9.500 rispetto alle 1.500 dell’anno precedente (vedi altro servizio nella pagina). WALTER LAMBERTI
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