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05-02-2010 Villafalletto
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| I primi 90 anni di don Daniele |
Tanta, tantissima emozione, e anche qualche lacrima. Non poteva che essere così la festa organizzata, sabato e domenica, dalla comunità di Monsola per il loro amato parroco don Francesco Daniele.
A dare il “la” a queste due intense giornate il concerto della cantoria parrocchiale, che sabato sera si è esibita in 16 emozionanti pezzi della tradizione sacra, davanti ad una chiesa che si è fatta piccola per accogliere tutta la comunità, presente al completo per stringersi intorno al parroco. Tra il pubblico anche il sindaco di Villafalletto Ilio Piana, l’assessore provinciale Claudio Sacchetto, il parroco di Villa don Sergio Daniele e don Bono.
La serata, oltre al concerto, ha regalato tanti momenti toccanti e sorprese. Tra queste, uno splendido cestino di rose rosse, precisamente 90, tante quanti gli anni compiuti da don Daniele, che faceva bella figura al centro della chiesa. Qualche lacrima ha rigato il volto di don Daniele quando gli è stata dedicata la poesia scritta da Nicolò Silvestro e Nicola Ballario o quando gli è stato consegnato il mobile libreria da lui tanto agognato per sistemare tutti i suoi messali e l’archivio parrocchiale. “Si è meritato tutto - dichiarano i parrocchiani - perché don Daniele è un parroco molto speciale, che sa farsi amare dai bambini così come sa trovare le parole giuste per gli anziani. Tutti noi non possiamo che volergli bene”.
Domenica mattina la banda di Villafalletto ha inaugurato con un mini concerto sul sagrato della chiesa parrocchiale questa importante giornata per la comunità di Monsola. Dopo le impeccabili esibizioni, don Daniele ha concelebrato con don Giuliano Sacchetto la messa per il suo 90° compeanno, 38° anno di servizio pastorale a Monsola, 65° anno di sacerdozio. “Un grande grazie a tutta la comunità - ha detto don Daniele - che mi ha sempre accompagnato con rispetto, benevolenza e amore accogliendo la mia presenza e la mia parola come presenza e parola di Gesù che il sacerdote rappresenta”. Al termine della messa, sicuramente una delle più significative nella storia pastorale di don Daniele, il parroco - accompagnato da 190 parrocchiani - ha proseguito i festeggiamenti presso il ristorante locale “La corona” dove ad attenderlo, dopo un ricco menu, c’era una torta gigante che riportava la scritta: “Buon compleanno don Daniele per i tuoi primi 90 anni”.
Don Daniele si racconta
90 anni. E che spirito! Porta la macchina, legge senza occhiali forte e chiaro con quella sua voce flebile e gentile; cura la comunità di Monsola da 38 anni con amore e dedizione, quell’amore e dedizione che contraddistinguono ancora questi “vecchi” (mi perdoni don Daniele l’aggettivo) parroci di campagna, figure ormai in “estinzione” vista la crisi vocazionale.
Don Francesco Daniele, “Cichinot” per i famigliari, nasce a San Biagio di Centallo il 30 gennaio del 1920, primo di undici fratelli. “Sono l’uomo più anziano di Monsola, ma ci sono ancora tre donne più vecchie di me. La più anziana di tutti è la signora Caterina del 1914”. Quest’anno don Daniele festeggia il 90° compleanno, il 65° anno di sacerdozio (fu nominato sacerdote il 29 giugno del 1944 dal vescovo Dionisio Borra insieme a don Stefano Battistino, don Giulio Madurini, don Giovanni Battista Genesio) e il 38° anno di servizio pastorale nella parrocchia di Monsola.
Dopo aver svolto servizio come curato a Centallo dal 1944 al 1949 e un’estate a Roata Chiusani, dal 1950 al 1971 è stato vicecurato a Tetti Roccia. Nel 1971 viene assegnato come parroco alla frazione di Monsola dove ancora, alla veneranda età di 90 anni, continua il suo servizio pastorale. Perché don Daniele, pur avendo presentato la rinuncia all’età di 75 anni, come richiede la regola, ligio agli ordini del vescovo continua il suo servizio. “Ho un po’ di problemi di cataratta e l’anca che mi fa faticare ma sono troppo vecchio per essere operato - dice sorridendo -. Il vescovo mi lascia perché il giorno in cui non ci sarò più Monsola resta senza parroco. Sarà il parroco di Villa, don Sergio, il futuro parroco delle frazioni”.
In questi decenni di servizio a Monsola ha visto la frazione svuotarsi e impoverirsi demograficamente. “C’erano 420 abitanti nel ‘71, oggi sono 370. Ma nel 1886 erano più di 815 e in quell’anno si registrarono ben 32 battesimi. Oggi la gente abbandona questa terra coltivata a frutteti nel versante verso la val Varaita e con diversi allevamenti bovini e suini nella zona della «prata» verso la val Maira. In questi anni qualcuno dalla città ha provato a venire a vivere qui, ma poi non resiste e mette la casa in vendita”. In 31 anni ha celebrato 105 matrimoni e 164 battesimi. Tutti i bambini nati a Monsola sono passati per la scuola materna parrocchiale e per le aule di catechismo dove don Daniele con gioia li educa con le cassette audiovisive che, con passione, raccoglie da anni. “Sono 130 le cassette che ho e impresto anche alle parrocchie vicine”. E sempre in videocassette ha raccolto le esibizioni della cantoria dal 1980 ad oggi.
Un’altra passione che lo contraddistingue fin dalla giovane età è l’amore per la pesca, che ogni anno lo porta a Sampeyre dove si diletta lungo i torrenti di montagna a pescare circondato dal panorama di quella meravigliosa vallata. Ma non finisce qui. Don Daniele, con orgoglio, mi mostra la sua collezione di francobolli spediti da tutti i continenti. In un piccolo raccoglitore religiosamente custodito nella libreria troviamo i suoi contatti con i missionari. “L’ultimo me lo ha spedito padre Amateis da Israele in occasione della visita del papa”. Don Daniele ci racconta con animo aperto tutto il suo mondo, ma i suoi occhi brillano e il suo sguardo si illumina soprattutto quando parla della sua chiesa, di cui proprio quest’anno ricorrono i 300 anni dall’inaugurazione. “Quando sono arrivato la chiesa era in uno stato pietoso, soprattutto le pitture rovinate da un impianto di riscaldamento malandato”. In questi 31 anni, grazie alla generosità dei suoi parrocchiani, ha riportato agli antichi splendori la facciata esterna e gli interni della chiesa, ha fatto sistemare il sagrato in pietre di luserna. Il parroco ci presenta i quattro medaglioni in mosaico realizzati nel 2000 in occasione del Giubileo. “Quello con la cena di Emmaus è stato realizzato con oltre 5.000 tessere su un mio schizzo. È molto colorato e stilizzato, stile naif” precisa.
Fede, amore per la natura e animo bambino: saranno questi i segreti che mantengono così vitale don Daniele?
A lui per i suoi 90 anni di vita, 65 da sacerdote e 31 da parroco a Monsola i nostri più cari auguri da tutta La Fedeltà. LILIOSA TESTA
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