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09-03-2010 Italia
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| Le isole dei famosi che ci spiazzano |
C’è la campagna elettorale ed allora, sotto i nostri occhi, magari “saltano” un po’ tutti gli schemi abituali della comunicazione o, al contrario, si consolidano ripetendo meccanismi consueti già sperimentati nella lunga tradizione che ha registrato le tecniche più svariate (ma quasi sempre le stesse) per “catturare” il voto. Ma questo momento di fibrillazione per lanciare messaggi agli elettori da parte dei candidati, può anche essere letto come l’occasione per ripensare un po’ tutto il mondo mediatico odierno, nei suoi riflessi nostrani, tra la gente. Non è un esercizio banale, anzi dovrebbe aiutare a capire come stanno girando le notizie, le informazioni, le visioni delle cose, le convinzioni, le idee, le opinioni… Insomma dobbiamo fare un po’ di chiarezza, se ci riusciamo. Perché, forse, si stanno stratificando modalità parallele di comunicare oggi, con destinatari diversi, affiancati, in corsie che spesso non si intersecano. In Tv, con ancora “calda” la questione pasticciata e confusa della “par condicio” che ha azzerato le trasmissioni di dibattito e di confronto ove la politica era di casa, ora stanno spopolando - come da copione – i cosiddetti “reality” che dovrebbero rendere famosi questi e quelli o rendere “spettacolari” community assortite che mandano in onda di tutto e di più (con la complicità delle telecamere che comunque aggiungono una buona dose di artefatto). E così partiamo dalla platea maggiore che resta quella televisiva appunto. Oggi il piccolo schermo tiene banco a più non posso.
Da battute e chiacchiere, raccolte in giro, si percepisce come sia invadente e contagiosa l’immagine che raggiunge, in casa, via etere, un’ancora vastissima fascia di persone, di tutte le età. Insomma c’è il “popolo televisivo”, allargato al massimo. Di cui occorre tener conto, a vari livelli. Lo sanno i politici che sulla Tv scommettono parecchio, impegnati ad entrarvi nei modi giusti ed efficaci o ad entrarvi e basta, purchessia. Ma non si può sottovalutare questo fenomeno mediatico, neanche da altri punti di vista. La Chiesa italiana si sta infatti interrogando in più occasioni su come collocare il messaggio evangelico in un’umanità che dipende moltissimo dal piccolo schermo. La Tv è diventata la scatola magica che cambia la vita. “Purtroppo se non sei in Tv sembra che tu non esista - dichiarano Andrea Pisani e Luca Peracino, 23enni di Cumiana a ‘L’Eco del Chisone’, loro che son conosciuti come il duo comico ‘Panpers’ -. La Televisione però racconta una realtà deformante e deformata. Si tratta di una sfida continua tra noi stessi e tra noi ed il grande pubblico, oltre che un trampolino di lancio per tentare una carriera che non viva esclusivamente tra le mura del piccolo schermo. In questo mondo oggi ci sei, domani chissà…”. Il sogno di tanti è di provarci. Ad entrare nelle scatola magica. Sperando di essere rivestiti di una notorietà che pare trasformarsi in un secondo Dna della propria vita. Insomma “passare in Tv” è il discrimine dell’esistenza… purtroppo. Che cosa avvenga poi sotto i riflettori e le telecamere forse conta meno (infatti si ritrova di tutto, in particolare il peggio, quando la si butta in rissa, in volgarità, in grida, in sciocchezze…). Eppure bisogna fronteggiare questo “mondo” sfuggente e complicato, che si ramifica d’attorno, in misura assillante ed impressionante (più di quanto appaia).
Poi ci sono altri “popoli” che si rintracciano nell’universo comunicativo e che percorrono altre strade mediatiche o… virtuali. Innanzitutto le possibilità enormi e fascinose di Internet e dintorni, in cui tutto (o quasi) si fa digitale, alla portata, nel display, sulla tastiera, in tasca con i cellulari e i loro derivati tecnologicamente avanzati. Questo “popolo digitale” sta crescendo, ma sta anche diversificandosi. Forse è in parte anche quello televisivo, ma se ne discosta non poco. Blog, social forum e social network… hanno creato percorsi inediti, promettenti, intriganti… per intrecciare messaggi, notizie, opinioni… È il nuovo che bussa capillarmente alle nostre porte, dilagando nelle nuove generazioni, nei cosiddetti nativi digitali… (che però sono anche quelli che non disdegnano il fascino della Tv). Contaminazioni da soppesare, per capire le lunghezze d’onda ove si possono intercettare tanti che ci stanno attorno. Ma anche videate su cui riflettere per evitare l’appiattimento sul pettegolezzo, sul chiacchiericcio, sul gossip… cercando invece qualche spunto più responsabile per farsi un’idea.
Infine, semplificando un po’, resta il “popolo” della nostra cara carta stampata. Un “popolo” con le fila assottigliate? Mah, a certi livelli sembra che la stampa perda colpi in modo marcato. I quotidiani soffrono maggiormente questo dimagrimento. I fogli locali reggono ancora bene. L’interrogativo serio e coinvolgente va riferito non solo alla quantità di copie ma anche e soprattutto sull’interesse dei lettori a dedicarsi a quanto scritto, per documentarsi, approfondire, farsi un’idea…
È indubbio che questi “popoli”, sono in certa porzione, trasversali. Testimonianza che senza comunicazione non si vive. Reclamano attenzione seria. Ma oggi come stiamo a mass-media? Chi li governa o li spadroneggia? Con quali punti di riferimento ci si informa? Si vogliono aiutare le persone a capire o le si vogliono asservire ad un’idea o ad una sotto-idea?
CORRADO AVAGNINA
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