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Redazione ed Informazioni

È giusto che il Comune crei uno spazio per le sepolture di defunti appartenenti ad altre religioni (tra cui quella mussulmana)?

1-• Sì, perché ogni cittadino ha diritto di seppellire i suoi cari secondo la propria tradizione

2-• No, perché il cimitero è caratterizzato dalla croce

3-• Sì, a patto che gli appartenenti ad altre religioni accettino le leggi che regolamentano la sepoltura in Italia
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13-07-2010 Fossano
 
Un'area per seppellire i morti di religione musulmana. È un problema?
Balocco
Ci vuole buon senso e un po’ di umanità
La Giunta comunale andrà avanti e porterà all’esame della Commissione e del Consiglio la proposta di riservare un’area speciale per la sepoltura di defunti di fede islamica nel cimitero di Fossano, nonostante lo “spauracchio” del referendum agitato dal gruppo del Pdl. A confermarcelo è il sindaco Francesco Balocco, non prima di aver evidenziato “il fastidio per come una scelta di buon senso e di umanità sia stata strumentalizzata e ideologizzata per dividere le persone, al solo scopo di ricavarne un vantaggio politico, senza curarsi di riaprire le ferite in una famiglia già dolorosamente colpita da una grande tragedia”.

Come è maturata la vostra scelta?
La richiesta di allestire un’area nel cimitero era arrivata mesi fa. Ne avevamo parlato in Giunta e non ci pareva un tema da affrontare in tempi brevi. Poi succede che muore un bambino - cittadino italiano, figlio di cittadini italiani, fratello di cittadini italiani, ma che appartiene a una famiglia musulmana mite e religiosa. I genitori decidono di seppellirlo a Fossano. Ma lo faranno se avranno la possibilità di rispettare le tradizioni funebri della loro terra. Tutta Fossano si stringe attorno a Soufian e alla sua famiglia: pur nel dolore, è un momento di crescita per la nostra comunità. Ce ne rendiamo conto e cominciamo a valutare la richiesta con altri occhi. Ci vengono spiegati i precetti del rito funebre islamico che prescrivono la sepoltura nella terra, il corpo piegato su un fianco, il volto orientato a sud-est, verso La Mecca. Ci paiono condizioni accettabili, che non recano danno a nessuno, così decidiamo di riservare uno spazio - che già era destinato a campo comune (cioè alle sepolture in terra) - con il solo vincolo dell’orientamento, anche perché Soufian non potrà certo essere lasciato solo. I suoi familiari, infatti, vorranno essere sepolti vicino a lui e così altri appartenenti alla comunità musulmana fossanese. Certo, la morte di Soufian ha accelerato i tempi: i pochi immigrati anziani che vivono tra di noi preferiscono essere sepolti nella loro terra d’origine e la vera questione riguarda chi è giovane e ha ancora tutta la vita davanti. Ma - come insegna il caso Soufian - dobbiamo muoverci per tempo, anche se le nostre scelte non riguardano (o quasi) il presente. Per questo, vorrei fosse chiaro che a guidarci non è stato un “colpo di testa”: solo il buon senso e un po’ di umanità.

Buon senso che - escluso Torino - gli altri Comuni piemontesi non hanno ancora dimostrato, se è vero che Fossano è il primo a muoversi in questa direzione...
Non so chi sia già partito e chi no. Ma so per certo che molti altri Comuni a noi vicini si stanno orientando allo stesso modo. E così hanno già fatto molti altri Comuni in tutta Italia. Davvero non vedo il motivo di tutta questa enfasi, di polemiche a vuoto che hanno il solo risultato di danneggiare l’immagine di Fossano, presentandoci come una città che vive di slogan e di ideologia e che si azzuffa sull’acqua fresca.

È ideologico sostenere che i cimiteri sono luoghi per i cristiani?
È ideologico ritenere che ci sia spazio solo per i cristiani. Da più di un secolo il cimitero di Fossano ospita un’area riservata ai defunti di religione ebraica. E non è vero che nei Paesi musulmani non c’è posto per altri. Tre mesi fa sono stato in Senegal e mi è capitato di visitare il cimitero della città di Joal Fadiouth. Anche lì c’è un’area dedicata alle sepolture cristiane, pur essendo questi ultimi una minoranza nel Paese. È ovvio che il nostro resterà un cimitero cristiano, pur essendo laico, cioè aperto a tutti, perché questa è la nostra tradizione. Nessuno, né oggi né mai, potrà mettere in discussione i simboli cristiani: la cappella, le croci all’ingresso, quelle sulle tombe. Ma la nostra è anche una tradizione di tolleranza, di apertura alle altre confessioni (e a chi non è credente). Non è chiudendoci al “diverso” che rispetteremo la nostra cultura e la nostra storia. Al contrario, finiremmo per tradirla.

La tradizione musulmana prescrive che le sepolture abbiano carattere definitivo, che le salme non possano essere dissepolte. Di qui la necessità di prevedere - per il reparto speciale - concessioni almeno novantanovennali. Non sarà un problema per il nostro cimitero, che - dopo un certo periodo di tempo - ha bisogno di spazi per le nuove sepolture?
Anche per le sepolture cristiane sono previste concessioni 99nnali. Ci sono per le aiuole, le cripte, le cappelle, non per le inumazioni solo perché sono rari i casi di sepoltura in terra. Ma se qualcuno pone il problema, possiamo modificare il regolamento e prevederle anche per questi casi. Detto questo, anche noi cristiani abbiamo maturato con i secoli la tendenza a conservare le tombe per un tempo lungo. Contrapporsi a questa tendenza è antistorico e privo di senso. L’importante è adottare tariffe uguali per tutti e proporzionate alla durata.

Il Pdl propone il referendum perché in gioco ci sarebbe la nostra idea di integrazione...
L’integrazione si fa con i vivi, non con i morti. Si fa pretendendo dagli immigrati il rispetto delle leggi e, a chi chiede la cittadinanza italiana, di conoscere e parlare correttamente la nostra lingua (cosa che, purtroppo, non sempre accade). Non si fa umiliando le persone di fronte al momento della morte. Il Pdl vuole fare il referendum? Ho una proposta anch’io: facciamolo il 15 settembre, alla riapertura delle scuole, nella classe di Soufian o nelle Elementari di Fossano. Sentiamo che cosa dicono i bambini e decideremo secondo la loro sensibilità. Seguendo il dettato evangelico (Marco 10, 13-16: “Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso”), forse qualcuno capirebbe - innanzitutto per rispetto di se stesso - che non è il caso di insistere nella distinzione fra noi e gli altri, almeno di fronte alla morte.

Mana
È un’idea di integrazione che noi non condividiamo
Il sindaco ha già dichiarato che non intende accogliere la vostra richiesta di referendum sul cimitero islamico. Andrete avanti lo stesso con la raccolta firme? Quando comincerete?
Veramente la competenza a decidere in merito è del Consiglio. Noi abbiamo chiesto a lui di farsi promotore perché la consultazione deve essere un’occasione di dibattito e crescita per tutti, non certo iniziativa propagandistica. Se malauguratamente decideranno di procedere a prescindere, saremo noi ad offrire la possibilità a tutti i fossanesi di dire la loro.

Voi affermate che “in gioco c’è il concetto dell’integrazione che vogliamo” e il futuro stesso della città. Che cosa significa? Vuol dire che la vostra idea di integrazione non contempla la possibilità per i musulmani fossanesi di seppellire i loro cari nel cimitero comunale rispettando la propria tradizione culturale e religiosa?
Se l’attivazione di una sezione cimiteriale dedicata a “defunti di fede islamica” come proposto dalla Giunta fosse una cosa ovvia ed anzi dovuta, per quale motivo in tutto il Piemonte solo Torino offre una tale opportunità? Il fatto che Fossano sarebbe la seconda città e che per poter essere seppelliti occorra esservi residenti, rappresenterebbe un forte motivo di attrazione di immigrati di fede islamica da noi. È questo che si vuole? Noi riteniamo che non sia certo auspicabile. Al di là degli effetti prevedibili, è un’idea di integrazione che non condividiamo. È sbagliato accentuare le singole identità culturali e religiose sino al punto di differenziare l’organizzazione dei servizi pubblici su basi confessionali. Oggi è il cimitero; domani sarà la scuola, organizzata sulla base delle festività coraniche e servita con carne halal. E così via. Che ciò sia ritenuto ragionevole in una società in cui è contestata la stessa presenza del crocifisso nei locali pubblici, è del tutto incomprensibile. E non siamo stati noi a porre la questione in termini confessionali; ma i richiedenti e la stessa Giunta che ha proposto di riservare una quota del cimitero a “defunti di fede islamica”! La questione di fondo da tenere presente è che questa rivendicazione di identità religiosa si alimenta sul mancato riconoscimento della pari dignità e legittimità delle varie fedi e delle conseguenti civiltà. Infatti l’abiura della fede coranica è punita con la morte. Se non si fa chiarezza su questo pregiudizio anticostituzionale, quando i musulmani fossero maggioranza tra noi (situazione non irrealistica in tempi medi) ci imporrebbero il loro modo di vivere.

Il problema che voi ponete è legato alla concessione 99nnale delle sepolture in terra, alla prescrizione rituale che richiede un dato tipo di esposizione delle tombe o c’è dell’altro?
Senza formalismi, la sostanza è che non sono accettabili norme discriminatorie, per giunta in danno dei “non musulmani”. L’originaria proposta della Giunta prevedeva inumazioni 99nnali rinnovabili per i musulmani a fronte dei 25 anni previsti per gli “altri” (ovvero per noi). Hanno disposto la sepoltura gratuita del povero Soufian, sostenendo che così era per tutti i bambini con meno di dieci anni: ma non è vero. Per i “nostri” bambini non seppelliti nel campo comune si è sempre pagato. Abbiamo fortemente contestato questi trattamenti differenziati: al punto che il sindaco stesso ha dichiarato che l’originaria proposta non piaceva nemmeno a loro. Ma sono loro ad averla fatta! Inoltre la legge ha vietato da tempo le concessioni permanenti: per evitare che il cimitero si ingigantisca senza fine. Il regolamento fissa in 25 anni (che si riducono a dieci nel campo comune) il periodo delle tumulazioni nella terra perché poi si ricorre all’ossario. Sono norme anche umanamente “dure” per cui i nostri cari vengono rimossi dalle fosse e dai loculi. Deve essere così per tutti. Vengono espropriate anche le antiche concessioni perpetue abbandonate per riassegnarle ad altri e garantire il decoro del cimitero. Ammettere un’inumazione 99nnale rinnovabile senza limiti così da compiacere la volontà dei richiedenti che la pensano definitiva è non solo inopportuno ma anche vietato dalla legge!

Il numero di musulmani che vivono nella nostra comunità cresce ogni anno. Molti di loro sono arrivati a Fossano da giovani e sono ancora relativamente pochi quelli che hanno raggiunto un’età più avanzata. Quando salirà il numero di decessi, dove e come ritenete che debbano essere sepolti? Nella loro terra d’origine? O dove altrimenti?
Naturalmente nel nostro cimitero, nel rispetto del relativo Piano regolatore e del regolamento che prevede le inumazioni. Se non accettano la regolamentazione di questo servizio pubblico uguale per tutti, sono loro che scelgono di andare altrove.

Se passasse la vostra posizione, quella di Soufian resterebbe una tomba isolata. Non vi sembra una condizione inaccettabile per la sua famiglia?
Noi siamo stati gli unici a farci carico di proporre una sanatoria per l’irregolare autorizzazione rilasciata per il povero Soufian: perché nessuno vuole aggravare il dolore di tale tragica perdita. Istituire ora il cimitero “islamico” infatti non sanerebbe di per sé un’autorizzazione antecedente. Detto questo la tomba non resterebbe isolata. L’area che la Giunta indica per “i defunti di fede islamica” ora è destinata ad oltre 30 tombe di famiglia, ad alcune tumulazioni, ad una quota di colombari, oltre che a spazi di servizio. Sarebbe facilissimo prevedere che la tomba del piccolo Soufian sia circondata da altri spazi per inumazioni. A meno che la presenza di tombe di “non musulmani” nelle adiacenze sia considerato il problema. Ma questo riproporrebbe gli interrogativi su quale integrazione si voglia.

Un referendum su una materia così delicata finirà inevitabilmente per radicalizzare le posizioni e alimentare divisioni nella comunità fossanese. È un rischio che avete tenuto in considerazione?
Se la materia è delicata come riconoscete anche voi, a maggior ragione deve essere soggetta alla valutazione di tutti i fossanesi. Far discutere la gente, sentire la loro libera opinione può essere solo un arricchimento della nostra comunità. A meno che non si tema il giudizio della maggioranza dei cittadini. Certo se il dibattito sarà impostato sulla base della “sparata” non vera del titolo de “La Stampa” secondo cui la nostra richiesta sarebbe quella di rimuovere il povero Soufian, mentre, occorre ribadirlo, siamo stati gli unici a porci il problema di sanare quella pietosa situazione, allora può succedere di tutto: ma la colpa non sarebbe del referendum. Se si vuole una condivisione vera, questa va cercata con il confronto non imposta con la forza dei numeri. Se il Consiglio comunale decidesse, come può, di procedere senza verificare la effettiva disponibilità dei fossanesi, assumerebbe una posizione molto più irresponsabile di chi chiede la verifica della volontà popolare. Perché simili scelte non possono essere “imposte”.

Bergesio
Il camposanto è il luogo della nostra tradizione
La Lega Nord di Fossano è contraria all’istituzione di un reparto speciale per sepolture islamiche nel cimitero di Fossano, accusa l’Amministrazione e i giornali di aver strumentalizzato la morte del piccolo Soufian, ma non sembra molto “calda” sull’ipotesi di referendum consultivo proposto dal Pdl, quasi a lasciare agli “alleati” l’onore e l’onere di spiegarlo ai cittadini. È quel che traspare in controluce dai “rumors” captati durante la settimana nei dintorni del Palazzo. L’impressione che ne abbiamo ricavato è che il “Carroccio” - pur aderendo in linea di principio (e quasi per dovere di bandiera) alla battaglia contro il “cimitero islamico” -, non voglia caricare sulle proprie spalle il peso di una campagna - come quella referendaria - che si annuncia particolarmente ostica e che non contempla mezze misure: o si vince (e, in questo caso, la vittoria porterebbe per prima la firma del Pdl) o si perde (e la Lega, come e più del Pdl, rischia una sconfitta bruciante sul terreno che le è più caro: quello della difesa identitaria).
Par di intendere che secondo la Lega non fosse necessario spingersi a tanto: per “vincere” comunque sarebbe bastato dirsi contrari al “cimitero islamico” proposto dall’Amministrazione comunale, senza dover, a tutti i costi, arrivare alla resa dei conti delle urne. Ci sarebbe stato tutto il tempo, infatti, per “passare all’incasso” al termine del mandato amministrativo, nel caso in cui la battaglia sul “cimitero islamico” avesse fatto presa nell’opinione pubblica, o per lasciare cadere la questione, nel caso contrario, senza essersi più di tanto compromessi.
Si tratta, naturalmente, di nostre interpretazioni: le affermazioni di Bergesio, commissario di Sezione della Lega Nord, nell’intervista che segue, sono molto più prudenti e “abbottonate”.

Favorevoli o contrari al cimitero islamico? Per la Lega non ci dovrebbero essere dubbi...
Siamo contrari al cimitero islamico ma non certo per le ragioni che gli altri ci mettono in bocca. Sappiamo che si tratta di una materia delicata. Il punto è che non crediamo che un cimitero islamico sia la risposta giusta per affrontare il problema. E, per dirlo, non abbiamo neanche bisogno di scomodare le ragioni del nostro essere cristiani. Viviamo fianco a fianco dei musulmani in una comunità che - ci piaccia o no - è diventata multietnica, i nostri figli si siedono a scuola vicino ai loro. Mangiamo insieme al ristorante, dividiamo la vita nelle case popolari. Perché ci dobbiamo dividere soltanto al cimitero? Non è creando comparti separati che riusciremo a costruire una società più integrata.

Facile a dirsi, ma che cosa avreste fatto voi, di fronte alla richiesta dei genitori per Soufian?
La solidarietà per il drammatico evento che ha colpito la famiglia del piccolo Soufian è fuori discussione. E lo abbiamo anche dimostrato in prima persona con una rappresentanza ai funerali. Come genitori comprendiamo la sofferenza e il dolore nella perdita dell’amore più grande. Ma non possiamo accettare la strumentalizzazione del caso fatta da alcuni organi d’informazione e dall’attuale maggioranza, che è andata ben al di là di quanto fosse necessario. Le confessioni religiose in provincia sono 25, i cimiteri nel Comune di Fossano ben 15, se contiamo anche quelli frazionali. Dovremmo forse costruire reparti speciali per ogni fede e per ogni cimitero? O non sarebbe più opportuno lasciare tutto com’è, regole comuni che valgono per tutti, e poi offrire a ciascuno la possibilità di usufruirne? Non è giusto appellarsi strumentalmente ad un evento drammatico per modificare regole che sono espressione della nostra cultura, della nostra storia, della nostra tradizione.

Perché non è stata la Lega a promuovere il referendum? Siete stati scavalcati dal Pdl? Sentite che vogliono rubarvi la scena?
Ognuno è libero di adottare gli strumenti che crede per sostenere le proprie ragioni politiche. Avremmo potuto promuovere una raccolta firme, una fiaccolata, un presidio continuo, una manifestazione di protesta. Il Pdl ha scelto il referendum: una proposta interessante. Non credo nel modo più assoluto che lo abbia fatto per rubarci la scena: la Lega nord non può essere imitata, l’elettore preferirà sempre l’originale alle fotocopie che man mano provano ad entrare in campo. Il referendum lo prenderemo seriamente in considerazione. Prima, però, vogliamo vedere come andrà il dibattito in Consiglio comunale, ascoltare la posizione della maggioranza e contestarla, se necessario, senza esitazioni, ma in una sede politica con i nostri tre consiglieri: Mantini, Malvino e Testa... Perché vogliamo che un punto sia chiaro: è la maggioranza che deve essere chiamata ad assumere la responsabilità delle proprie scelte, che deve spiegare gli oneri di questa scelta ai cittadini fossanesi, compresi quelli economici, e non può spostare l’attenzione su fatti e situazioni che nulla hanno a che fare con la volontà di costruire un camposanto “islamico” all’interno di quello tradizionalmente “cristiano”.

Ma poi, lo appoggerete o no il referendum?
Ripeto è una soluzione interessante. Facciamo un passo per volta. Adesso non sappiamo ancora nemmeno qual è il testo finale che verrà deliberato dal Consiglio comunale, che esprimerà la decisione della maggioranza sulla quale dovremmo chiedere il parere dei cittadini.
F.B.

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