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20-07-2010 Fossano
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| Stop alle opere pubbliche per rispettare il patto di stabilità |
La manovra del Governo - se non subirà ulteriori correzioni - bloccherà gran parte degli investimenti che il Comune di Fossano (come tutti gli altri Comuni) aveva in programma per gli anni 2010-2011-2012. Con una simulazione sui dati attualmente in possesso, gli uffici comunali hanno stilato un lungo elenco di interventi (già inseriti nel piano delle opere pubbliche) che slitteranno a tempi migliori. Per il 2010, tanto per fare qualche esempio (se non interverranno fatti nuovi) non si provvederà all’ampliamento della scuola materna di via Fornace, né della Materna Rodari o della scuola di Maddalene. Non verranno effettuati i lavori di sistemazione del torrente Mellea, né i nuovi loculi del cimitero. Salterà anche il capitolo della manutenzione delle strade (le poche asfaltature saranno legate al teleriscaldamento). Per il 2011, solo per citare gli interventi più importanti, non si farà il secondo lotto di viale Regina Elena, non si interverrà in via Marene, né si procederà all’abbattimento e ricostruzione della passerella di via San Bernardo. Per il 2012, non verrà finanziato il secondo lotto delle zone 30; idem per la sistemazione di via Marconi prevista dal piano di qualificazione urbana.
Il “dimagrimento forzato” dell’attività comunale è una diretta conseguenza della situazione di grave crisi internazionale che continua a colpire le economie più sviluppate (quelle europee in particolare) e delle manovre messe in atto dai Governi per riportare in equilibrio i conti pubblici.
Vincenzo Paglialonga, vicesindaco e assessore alle Finanze, spiega: “Vorrei partire dalle considerazioni del presidente Napolitano pubblicate giovedì 15 luglio su «La Stampa» di Torino. Commentando la situazione economica del paese il presidente evidenzia come noi tutti - di qualsiasi parte politica - non possiamo sottrarci alla responsabilità collettiva di fronte alla difficile fase che attraversa l’economia ed alle misure straordinarie che devono essere adottate. Condivido il pensiero di Giorgio Napolitano e ribadisco che, se vogliamo evitare che l’Italia scivoli verso una situazione tipo quella della Grecia, dobbiamo agire con rigore e senso di responsabilità ad ogni livello politico: dal piccolo Ente locale al Ministero. Nel caso di Fossano la manovra del Governo ed i tagli ai trasferimenti statali comporteranno sicuramente sacrifici sia sul versante della spesa che su quello degli investimenti. I dati attualmente in nostro possesso sono delle proiezioni basate su indicazioni non ancora definitive: il quadro potrebbe ancora cambiare nei prossimi mesi in base ai risultati delle trattative in corso tra Governo, Regioni ed Enti locali. Il mio giudizio complessivo resta, comunque, quello di una manovra che penalizza in modo eccessivo gli Enti locali, che sono gli avamposti dello Stato sul territorio, chiamati a garantire la qualità della vita dei cittadini attraverso l’erogazione di servizi sociali e la cura-valorizzazione del patrimonio architettonico delle nostre città”.
Riducendo le entrate la manovra riduce la capacità di spesa dell’Ente. Per il patto di stabilità, infatti, le due voci devono essere bilanciate sull’esercizio in corso: avviene così che Comuni finanziariamente virtuosi come Fossano, pur disponendo di quasi 6 milioni di euro in cassa, non li possano utilizzare essendo autorizzati a una spesa che deve rimanere in equilibrio con le entrate relative all’anno in corso. È chiaro quindi che se, grazie alle trattative in corso, si modificheranno i tagli previsti si modificherà anche la capacità di spesa da parte del Comune. La conseguenza finale di tutto questo è che, con i dati attualmente disponibili, si può ipotizzare che i pagamenti ammissibili in conto capitale nel 2010 saranno limitati a 2.879.209 euro; salteranno quindi investimenti previsti per 4.786.000 euro. Per lo stesso motivo diverranno irrealizzabili 2.800.000 euro di investimenti previsti nel piano delle opere per il 2011 e 2.225.000 euro di opere programmate per il 2012.
È utile precisare che il Comune avrebbe le risorse per finanziare tutti questi investimenti (in parte attraverso mezzi propri, in parte attivando prestiti): l’unico motivo che impedisce la realizzazione delle opere già programmate è l’obbligo di rispettare, quale vincolo di finanza pubblica, il patto di stabilità.
La scure dei tagli - come anticipato - si abbatte in modo particolarmente forte sulle opere pubbliche. L’assessore Antonio Vallauri, consapevole del momento critico che il settore di sua competenza (così importante per la città) sta attraversando, afferma: “Prendo atto della notevole riduzione della capacità di spesa per le opere pubbliche. Non entro nel merito della necessità di contenere le spese; sottolineo, comunque, il fatto che la realizzazione delle opere potrebbe costituire un positivo volano per l’economia in generale e per quella locale in particolare. Bisognerà quindi rimandare a tempi migliori l’esecuzione di alcune opere previste in questi anni e dovremo, al contempo, aumentare gli sforzi per cercare di attingere a finanziamenti regionali o europei. Mi preoccupa, in particolare, il fatto che questa situazione comporterà un inevitabile ritardo e protrarsi di alcune opere per il miglioramento della sicurezza delle nostre strade, che valuto particolarmente urgenti ed importanti. Procederemo, in ogni caso, alla fase progettuale (utilizzando il personale tecnico dell’amministrazione) in modo da essere pronti a partire non appena le risorse economiche saranno disponibili. Con la crisi che continua a colpire le famiglie e con le crescenti difficoltà che fasce sempre più ampie di popolazione devono fronteggiare, ritengo necessario concentrare ogni sforzo possibile per continuare a garantire e salvaguardare i servizi sociali e le attività assistenziali, anche riguardo gli investimenti in nuove strutture. Salvaguarderemo, comunque, l’ordinaria manutenzione di edifici pubblici e strade”. FABRIZIO BONARDO
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