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20-07-2010 Fossano
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| Molino Cordero: tanti propositi “perché non succeda più” |
Il caldo afoso di quel 16 luglio 2007 è presente in ogni anniversario, quasi a rendere più tangibile il ricordo della tragedia. Mancava poco alle 14; un boato fece tremare le case e mandò in frantumi i vetri; dal Molino Cordero si alzarono alte le fiamme e la città si riversò in quel crocevia dove venerdì scorso si è celebrato il 3° anniversario. Una celebrazione sobria, suddivisa su tre momenti: una riflessione a più voci sulla sicurezza nel mondo del lavoro, la benedizione della stele dedicata alle cinque vittime della tragedia (collocata proprio davanti al Molino) e la messa in cattedrale. Una commemorazione che ha avuto momenti di commozione, quando il figlio di Mario Ricca, l’operaio trovato carbonizzato nel molino (la prima delle cinque vittime), ha depositato i fiori ai piedi del monumento. Momenti in cui tutti hanno pensato a questi figli, a questi fratelli, a queste moglie, a queste madri e a questi padri che da tre anni piangono i loro cari.
Il sindaco Balocco li ha citati tutti, i famigliari di Mario Ricca, Massimiliano Manuello, Antonio Cavicchioli, Valerio Anchino e Marino Barale, ricordando quel 16 luglio 2007, lo stillicidio delle morti a pochi giorni una dall’altra, i funerali... “Un tempo sospeso” - lo ha definito il sindaco Balocco. “È impossibile che questa città dimentichi; tutti ricordano cosa stavano facendo quel 16 luglio quando scoppiò il Molino; è una ferita che resta nel nostro cuore”. Il sindaco ha ricordato la sofferenza della città nel vedere poco “riconosciuta” la tragedia, l’affronto della mancata consegna delle “stelle al merito”, poi consegnato, l’anno successivo, dal presidente Napolitano; un riconoscimento vissuto come “risarcimento”.
Il dibattito
Densa ed efficace la riflessione che si è svolta nella chiesetta di San Giuseppe, di fronte al Molino, troppo piccola per contenere i partecipanti ma luogo ideale per la commemorazione, perché “dentro” il perimetro della tragedia. Condotto con competenza da Massimiliano Quirico, direttore della nuova rivista “Sicurezza e lavoro” (bimestrale nato inseguito alla tragedia della TyssenKrupp), ha consentito un confronto privo di retorica e denso di contenuti. Sono emerse anche alcune proposte operative.
“Intitoliamo il crocevia
alle “Vittime del Molino”
Paolo Costamagna, portando il saluto dell’associazione 16 luglio 2007: per non dimenticare”, ha ricordato come questa associazione, nata sull’onda dell’indignazione per le cinque vittime del molino, si ponga l’obiettivo di “tener viva” questa indignazione per evitare altri morti. “Questa associazione - ha detto - ha contribuito a costruire una coscienza nuova del lavoro: diritto al lavoro sicuro (non pericoloso), all’equità di trattamento da parte dello Stato (anche in caso di fallimento), del diritto ad essere risarciti moralmente ed economicamente”.
Costamagna ha quindi chiesto alla Provincia di istituire un “tavolo” di confronto e monitoraggio sulla sicurezza del lavoro, così come si è fatto per gli incidenti stradali. Intervenendo successivamente, l’assessore al Lavoro Blengini si è impegnato alla convocazione del Comitato della sicurezza sul lavoro “la cui operatività ha subìto una battuta d’arresto”.
Infine ha chiesto che si intitoli il crocevia in cui si è svolta la commemorazione alle “Vittime del Molino Cordero”.
Non c’è sicurezza
del lavoro senza
sicurezza del
“posto di lavoro”
Il sindaco Balocco, nel portare il saluto della città, ha ribadito la necessità che si proceda nel modificare la normativa che non consente, in caso di fallimento, di ritirare il premio assicurativo (questione ripresa in molti interventi con proposte operative)
E, riferendosi agli operai del Bottonificio (presenti con uno striscione) ha sottolineato come non ci possa essere sicurezza sul lavoro senza sicurezza del posto di lavoro. Anche questa questione è stata ribadita in altri interventi, perché la precarietà porta i lavoratori a mettere da parte la prudenza pur di mantenere il posto di lavoro.
Il Testo unico
sulla sicurezza
L’ex ministro Cesare Damiano (che dopo i casi Tyssen e Molino Cordero ha promosso la Carovana della Sicurezza sul lavoro) ha spiegato il significato del Testo unico da lui promosso, che pone paletti che qualcuno ritiene eccessivi, ma necessari per limitare le morti sul lavoro. Ha ricordato come la normativa sia importante per evitare le morti sul lavoro, citando il fatto che negli anni del boom economico si registrarono fino a 4.000 morti all’anno, oggi “ridotti” a poco più di un migliaio (“ancora sempre troppe”).
Risarcimento
in caso di fallimento
dell’azienda
Proprio prendendo spunto dalla dolorosa vicenda del Molino Cordero, i parlamentari del Pd (Damiano, Boccuzzi e Bobba - tutti e tre presenti al dibattito) hanno presentato una proposta di legge che prevede, in caso di fallimento dell’azienda, il “privilegio” ai famigliari delle vittime sul lavoro. Il mancato risarcimento dei famigliari delle vittime del Molino Cordero - ha spiegato Luigi Bobba, parlamentare Pd - nasce proprio dal fatto che il premio assicurativo non è un credito privilegiato e pertanto, anche se l’assicurazione paga, esso va a finire nella massa creditizia generale. Se ci sono soldi per tutti i creditori, bene, altrimenti i famigliari vengono risarciti soltanto in percentuale, come tutti gli altri. La proposta di legge prevede che questo credito sia “privilegiato”, possa cioè essere consegnato alle famiglia, a prescindere dalla percentuale di riparto dei crediti, così come succede per gli stipendi e la liquidazione dei lavoratori.
“Questa nostra proposta è già iscritta per la discussione in Commissione Giustizia - ha spiegato Bobba -; ora ci appelliamo perché venga discussa al più presto. È una proposta di buon senso; non ci siamo mossi in una logica di schieramento; chiediamo a tutti i parlamentari di appoggiarla perché si possa eliminare al più presto la contraddizione che impedisce il risarcimento ai famigliari di tante vittime sul lavoro”.
Visto che il presidente della Commissione Giustizia è un cuneese, Enrico Costa, ci permettiamo di sollecitarlo. Non ritiene anche lui che questa questione sia più urgente della legge sulle intercettazioni? Non dovrebbe passare prima?
L’assessore provinciale Beppe Lauria, intervenendo a nome della Provincia, ha annunciato un’iniziativa “trasversale” (concordata con Mino Taricco, esponente dell’opposizione, presente all’incontro) per attuare molte delle proposte emerse durante il dibattito. Ci auguriamo che, tra le iniziative “trasversali”, ci sia la “pressione” su Enrico Costa perché metta in discussione la proposta di legge avanzata da Boccuzzi e Bobba.
Tyssen: ancora a casa
gli operai costituiti
parte civile nel processo
Antonio Boccuzzi, operaio Tyssen ora parlamentare Pd, ha parlato di come il precariato renda «insicuro» il lavoro ed ha ribadito quanto sia ancora lunga la strada per una reale sicurezza sul lavoro. Ha rivelato un fatto che pochi sanno e cioè che gli operai che si sono costituiti parte civile contro l’azienda, nel processo seguito alla tragedia del 2007, non siano ancora rientrati in fabbrica (la riduzione, guarda caso, ha “colpito” proprio loro). Ha parlato infine della necessità che si incrementino le risorse per il controllo sul rispetto delle norme di sicurezza (allo stato attuale un’azienda «corre il rischio» di avere un controllo una volta ogni 33 anni).
L’Inail premia
le aziende virtuose
Il direttore Inail ha spiegato il meccanismo attraverso il quale l’Inail premia le aziende virtuose, quelle cioè che non registrano incidenti sul lavoro. Un’azienda particolarmente virtuosa può arrivare a pagare la metà dei contributi previsti. LUIGINA AMBROGIO
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