Pagina SondaggiSondaggi  Spetatcoli e CinemaAppuntamenti  Numeri UtiliNotizie Utili   Prima Pagina dell'Unione MonregalesePrima Pagina
   
Tel. 0172.636033 - Fax 0172.61265 - mail
     

Redazione ed Informazioni

È giusto che il Comune crei uno spazio per le sepolture di defunti appartenenti ad altre religioni (tra cui quella mussulmana)?

1-• Sì, perché ogni cittadino ha diritto di seppellire i suoi cari secondo la propria tradizione

2-• No, perché il cimitero è caratterizzato dalla croce

3-• Sì, a patto che gli appartenenti ad altre religioni accettino le leggi che regolamentano la sepoltura in Italia
Invia il Voto   
Risultati (112 votanti):
 1 - 41%
 2 - 17%
 3 - 42%

Altri Sondaggi

Pagina per la visualizzazione degli Articoli
27-07-2010 Italia
 
Post-moderno che ci avviluppa
L’estate può portare consiglio? Chissà? Comunque può essere il momento in cui riordinare qualche pensiero, profittando del rallentare delle abituali urgenze. È probabile che siano, in verità, più le distrazioni a farsi largo. Ma intanto qualche sosta per uno sguardo magari più in profondità non è impossibile, sia pure sotto il solleone. Ed ecco allora che meriterebbe attenzione lo stato di difficoltà in cui naviga la Chiesa oggi, “umiliata” dalla tristissima e devastante vicenda della pedofilia, da taluni ritenuta sotto assedio, oggettivamente nell’occhio del ciclone mediatico, sfidata da tempi sicuramente difficili per tanti versi, spesso percepita in una distorsione che mortifica e cioè nella sua veste presunta di “potere forte” dentro la mischia dei vari altri potentati…. Nessuno ha la bacchetta magica per far uscire da quest’impasse prolungato. C’è invece da riflettere e da pregare, assumendosi la responsabilità, che ad ogni credente compete, di sentirsi chiamati a fare la propria parte nella barca su cui si è tutti, in particolare quando le acque si fanno agitate e complicate. E d’attorno si fanno sentire, più o meno amplificate, voci che cercano un bandolo a cui aggrapparsi, nella fede e nella consapevolezza, mentre il cammino in salita si fa più affannoso. Non mancano richiami lucidi ad una ripresa dello spirito e del clima che caratterizzarono i tempi del Concilio Vaticano II, ormai lontani quasi cinque decenni. E non si nasconde un po’ di nostalgia per quella stagione indubbiamente formidabile (la si è respirata, a tratti, nelle rievocazioni che la Rai ha fatto in queste sere d’estate, ad ora tardissima purtroppo). In ogni caso non si può dire che quella era un’altra storia.
Invece è la nostra storia, che lì al Concilio, ebbe un sussulto in avanti, da non disperdere. Anche se oggi tante cose sono cambiate e gli scenari si sono fatti, via via, spiazzanti, per troppi versi. “Si può dire che proprio quando la Chiesa sembrava aprire le porte al mondo moderno, si trovava di fronte ad un mondo che già si autocomprendeva come post-moderno” scrive il teologo Gerard Mannion nella poderosa opera appena tradotta in italiano “Chiesa e post-moderno. Domande per l’ecclesiologia del nostro tempo” (EDB). Ovviamente non incolpando il Concilio per questo ritardo, ma cogliendolo come un dato di fatto, secondo lui. Rimarcando però come il modo di porsi del Concilio stesso, in stile di dialogo, di apertura, di ricerca, di profezia e di confronto, rimanda ad una svolta epocale a cui attingere, mentre le sfide mutano pelle e sostanza. Insomma dovremmo riprendere in mano quella modalità conciliare, e rimboccarci le maniche di fronte ai nodi intricati di oggi. Certo il promettente entusiasmo di allora adesso ci fa difetto. Si è, infatti, tutti un po’ con le ali abbassate e con il cuore pesante. Eppure non ci si può tirare indietro davanti agli imput che si respirano nell’aria. Il post-moderno ci riserva segnali controversi. Siamo in mezzo al guado di grandi disillusioni. Non si impongono più forti ideologie o trainanti ideali. Persino la scienza e la tecnica (ancorché le nuove tecnologie informatiche siano decisamente affascinanti) non incantano più di tanto e non sono l’orizzonte adeguato per il senso che si va cercando, a tastoni. Le grandi certezze sembrano umanamente vacillare. Rare e sbiadite sono le tracce di figure profetiche. Il frammento appare come il rifugio più accreditato. L’individuo sale in cattedra e sembra farsi misura del significato di tutto. Senza più accettare che un significato, appunto, arrivi da fuori, dall’Alto in particolare. Ognuno impone le sue emozioni. L’etica vi viene agganciata in modo da relativizzare i comportamenti. Si ondeggia da estremi in cui tutto si fa dipendere dalla ragione, fino a percezioni in cui tutto è legato all’emotività pure religiosa. In un quadro globalizzato, di contaminazione ma anche di “scontro”, tra civiltà e culture e visioni del mondo. Insomma un contesto complesso e contradditorio, da spaesamento. In cui però essere ancora cristiani, non da soli, ma insieme. In cui riannunciare il Cristo Risorto, col coraggio di una fede che non perde i contatti con la vita che si dipana d’attorno nei suoi chiaroscuri, con l’apertura d’animo nel farsi interpellare e nel mettersi in discussione, nel non chiudersi ad ogni provocazione, nel vagliare ogni istanza e metabolizzarla, nel raccogliere ogni ansia e affanno, ogni interrogativo ed ogni sbandamento… Una Chiesa non arroccata ma radicata, non in difesa arcigna ma in dialogo costante, non avviluppata nel suo mondo ma disseminata sui sentieri di tutti. Come disegnare questo volto di Chiesa è un po’ l’azzardo affidato a tutti coloro che ci credono e non si perdono d’animo.
CORRADO AVAGNINA



Indietro / Home


27-07-2010
Post-moderno che ci avviluppa
07-07-2010
Crocifisso di sempre, crocifissi di oggi
18-05-2010
Bisogno di Pentecoste
05-05-2010
Libri e dvd per continuare ad approfondire il mistero della singolare “reliquia” di Torino
13-04-2010
Un volto sfigurato che ci interpella
31-03-2010
Pasqua, mani che parlano
23-03-2010
La “grande settimana”, dopo le urne
       Argomento:
   
       Località:
   

Invia      

  Home | Mail Redazione | Segnalazione Problemi | Credits  . . . . .
Versione Web de "La Fedeltà", Settimanale Cattolico Fossanese, direttore responsabile don Corrado Avagnina, Piazza Vittorio Veneto, 12 - 12045 FOSSANO - Tel. 0172.636033 - Fax 0172.61265 - mail lafedelta@lafedelta.it .