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28-07-2010 Fossano
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| Il cimitero apre le porte alle sepolture islamiche |
Il dado è tratto: il cimitero di Fossano accoglierà in un’area speciale i defunti di fede islamica. Lo ha deciso martedì 20 luglio il Consiglio comunale con il voto favorevole della maggioranza e contrario dell’opposizione.
Come sarà la nuova area
Le caratteristiche della nuova area - destinata a 152 inumazioni singole - sono state illustrate dal sindaco in apertura di dibattito. Balocco ha spiegato che non si tratta di un cimitero islamico, bensì di un’area speciale destinata alla sepoltura in terra di “defunti appartenenti a culto diverso da quello cattolico”. L’unica differenza rispetto alle aree per inumazione già presenti nel cimitero è l’orientamento della salma, con il viso rivolto a sud-est (verso La Mecca). La durata delle concessioni è stata equiparata a quella delle inumazioni “cristiane” e, rispetto alla proposta originaria, ridotta da 99 a 25 anni, rinnovabili per evitare rischi di precoce intasamento degli spazi. Il nuovo regolamento di polizia mortuaria prevede anche la gratuità delle sepolture per i bambini di età inferiore a 10 anni.
Perché la si è voluta
“Ci siamo mossi in modo pragmatico, abbiamo ascoltato tutti, ci siamo presi tutto il tempo necessario per arrivare a quella che riteniamo una soluzione equilibrata e di buon senso - ha affermato Balocco -. Il problema è nato con la morte di un bambino italiano di origine marocchina e di fede islamica. La sua famiglia ci ha chiesto di poterlo seppellire nel cimitero orientando il volto verso La Mecca: il che voleva dire costruire un’area speciale, sia perché le altre tombe del cimitero sono orientate in direzione est-ovest, sia perché avremmo dovuto prevedere uno spazio vicino al bambino da destinare ai suoi familiari, per non lasciarlo solo. Ci siamo chiesti se fosse o meno opportuno procedere con questa scelta e ci siamo risposti che, da un lato, non avremmo toccato alcun diritto di noi cattolici e, dall’altro, avremmo assolto a un’esigenza di carattere umanitario. Non credo che tutto questo determinerà l’arrivo di folle di islamici e non ne sono affatto preoccupato. In ogni caso, vediamo che cosa succederà. Nulla ci impedisce, fra 2 o 3 anni, di ridurre l’area se le richieste fossero superiori alle previsioni”.
Perché l’opposizione
non la vuole
Per voce di Angelo Mana, il Pdl ha invece confermato la sua contrarietà al “reparto speciale”: perché, seppur riservato con un artificio giuridico a “defunti non cattolici”, verrà utilizzato esclusivamente dai musulmani (per via dell’orientamento); perché siamo tra i primi in Italia ad autorizzarlo, fatto che potrebbe innescare effetti dirompenti sui flussi migratori spingendo i musulmani verso la nostra città; perché impone un concetto di integrazione basato sull’accentuazione delle singole identità affermando il principio secondo cui i servizi pubblici devono adattarsi ai dettami delle confessioni religiose e non viceversa. “Questa scelta - ha detto Mana - va proiettata non domani o dopodomani, ma fra 200 o 300 anni e per questo crediamo sia prudente valutarla alla luce di un dibattito, libero, sereno, aperto ai cittadini, cioè a un referendum. Non comprendiamo pertanto l’atteggiamento di chiusura dell’Amministrazione comunale: dovrebbe anche essere vostro interesse raccogliere, su questo tema, il consenso dell’opinione pubblica”. Mana ha inoltre sottolineato la necessità di moderare i toni del dibattito evitando di strumentalizzare le posizioni altrui (come avrebbe fatto il sindaco nell’intervista a “La Fedeltà” della scorsa settimana) e invitato l’Amministrazione comunale a separare la questione del “cimitero islamico” dalla vicenda del piccolo Soufian (“che abbiamo sempre detto di voler sanare, al contrario di quanto scritto su «La Stampa»”).
Il medesimo invito è arrivato da Anna Mantini per la Lega Nord: “Il caso di Soufian e le modalità della sua sepoltura sono fuori discussione. Tutti ci siamo sentiti vicini alla famiglia e abbiamo partecipato al suo dolore. Altra cosa, però, è modificare il regolamento per creare un «reparto speciale», che punta a separare anziché a unire. È il contrario dell’integrazione: chi vive qui, infatti, dovrebbe accettare le nostre usanze e accettare che i suoi morti riposino accanto ai nostri. Se questo non è possibile, è perché non c’è una reale volontà di integrarsi”.
Il dibattito
La discussione è proseguita con altri interventi. Stefano Gemello (Pd): “La previsione di un’area speciale per musulmani non è per alzare muri, ma solo per rispondere alla loro specifica richiesta di avere il corpo sepolto con un determinato orientamento. Non riesco a comprendere perché questa prescrizione possa dare tanto fastidio. Anche perché - per il resto - sono trattati esattamente come noi, non c’è alcun privilegio”. Andrea Racca (Fossano vive): “Integrare vuol dire accogliere, rispettare le usanze altrui e non imporre le proprie. E il referendum, quanto costerebbe?”. Clemente Malvino (Lega Nord): “Il sindaco ha sempre detto che il cimitero è un luogo laico. Ma perché - se è laico - dovremmo piegare il regolamento a determinate convinzioni religiose? E se si facessero avanti anche gli appartenenti alle altre 25 religioni presenti in provincia di Cuneo, che cosa dovremmo fare: accontentarli tutti? Credo poi si sia peccato anche un po’ di megalomania nell’individuare gli spazi. Il reparto speciale toglie 400-500 posti per aiuole e cappelle: una dimensione sproporzionata anche rispetto alle previsioni di città come Torino, Genova, Bologna che pure hanno un cimitero islamico”. Maurizio Sarotto (Insieme per Balocco): “È difficile discutere di integrazione quando non siamo d’accordo neanche sul significato della parola. Detto questo, non credo che i musulmani sceglieranno una città o l’altra in base al cimitero. Credo invece che continueranno a scegliere la città in cui trovano opportunità di lavoro. Mi chiedo poi che fastidio possano darci le usanze funebri islamiche. L’orientamento non mi pare un problema. Non lo sarebbe nemmeno il rito di lavare e profumare il corpo, che oggi al cimitero non si può praticare. Forse, in proposito, sarebbe opportuno predisporre una stanza, aperta a tutti, fruibile anche dai musulmani per il lavaggio del corpo. Sarebbe molto meglio di quell’orrida camera mortuaria che c’è oggi. Un problema potrebbe sorgere, invece, con il precetto musulmano che impone di non riesumare i cadaveri. Ma se a Najaf, città santa sciita, questa prescrizione si è tradotta in un cimitero di 60 ettari e con 5 milioni di cadaveri, a Marsiglia - una delle città più islamizzate d’Europa - non ha avuto simili effetti. C’è un cimitero di 6 ettari e ci sono anche tumulazioni per musulmani con scadenza 30ennale. Si vede che certe abitudini possono cambiare a seconda del luogo in cui ci si trova. Come è capitato con la tumulazione senza bara, nella nuda terra, richiesta per le sepolture islamiche, ma che in Europa non si può praticare per ragioni igieniche: una prescrizione a cui i musulmani si sono ovunque adattati”. Carlo Giorgis (Pd): “La vicenda di Soufian non va affatto tenuta separata dalla questione di cui stiamo discutendo. È un atteggiamento ipocrita. Se domani ci capitasse un altro caso, che cosa faremmo non avendo voluto affrontare il problema? Non mi preoccupa neanche il fatto che saremmo tra i primi in Italia a prevedere un’area speciale. D’accordo, occorre anche guardare agli altri. Ma se si segue solo ciò che fa la maggioranza, si rischia di non compiere mai il primo passo”.
Il referendum
Con l’approvazione a maggioranza da parte del Consiglio, il “reparto speciale” è pronto. Manca soltanto la delimitazione dello spazio con una siepe, come previsto nella nuova versione del Piano regolatore cimiteriale.
Del referendum consultivo si tornerà a parlare a breve quando il Consiglio comunale sarà chiamato a esaminare le modifiche al regolamento sulla partecipazione per adeguarlo alla normativa nazionale. Superato quel passaggio, il comitato promotore (costituito dal Pdl, non sappiamo ancora se anche dalla Lega o da altre forze politiche e sociali) partirà con la raccolta delle firme. FABRIZIO BONARDO
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