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È giusto che il Comune crei uno spazio per le sepolture di defunti appartenenti ad altre religioni (tra cui quella mussulmana)?

1-• Sì, perché ogni cittadino ha diritto di seppellire i suoi cari secondo la propria tradizione

2-• No, perché il cimitero è caratterizzato dalla croce

3-• Sì, a patto che gli appartenenti ad altre religioni accettino le leggi che regolamentano la sepoltura in Italia
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28-07-2010 Fossano
 
Fossano mette in vendita l’8% delle sue quote in Alpi Acque
Il Comune di Fossano ha deciso di cedere l’8% delle azioni che detiene in Alpi Acque, la società mista pubblico-privata per la gestione del servizio idrico. Le offrirà a un valore di perizia - pari a 6,4 euro per azione - agli altri soci pubblici, che per statuto hanno un diritto di prelazione. Se nessuno sarà interessato, le offrirà ad altri enti pubblici, tra cui i Comuni che oggi - pur senza essere soci - hanno affidato la gestione del servizio all’Alpi Acque. E se anche in questo caso non ci saranno acquirenti (o se gli acquirenti non esauriranno le quote messe sul mercato), le proporrà al socio privato, la Tecnoedil del gruppo Egea, con la quale andrà a trattativa libera. Tecnoedil potrà tuttavia acquistare solo il 4% delle azioni, dal momento che già oggi ne detiene il 44,84% e per statuto non può superare il 49%.
La decisione di vendere è stata illustrata in Consiglio comunale dal vice-sindaco Vincenzo Paglialonga, che ha evidenziato l’opportunità di fare cassa e incamerare nuove risorse, così importanti in tempi di “vacche magre”. Ha inoltre sottolineato come il valore di perizia sia 6 volte superiore a quello nominale e, in caso di cessione delle 56.160 azioni, equivalenti all’8%, consentirebbe al Comune una capitalizzazione di oltre 300 mila euro. Il vice-sindaco ha infine sostenuto che la vendita non comporterebbe un vulnus per il Comune di Fossano, che continuerebbe ad essere il principale socio pubblico con quasi il 30% delle quote (oggi si attesta al 37,011%).
La proposta dell’Amministrazione comunale non ha convinto del tutto il consigliere del Pdl Angelo Mana, secondo il quale sarebbe stato più opportuno cogliere l’occasione offerta dal decreto Ronchi (che impone - di qui al 2015 - la riduzione al 30% della mano pubblica nelle società miste) per modificare lo statuto nella parte in cui vincola il privato a non superare lo sbarramento del 49% e, quindi, mettere sul mercato una percentuale di azioni ben più consistente, al fine di recuperare una somma più importante. “Cedendo più azioni - ha affermato - sarebbe più facile trovare potenziali acquirenti, specie privati, interessati ad entrare in società, per cui si potrebbe innescare un’asta al rialzo con l’attuale socio privato”.
Paglialonga si è riservato di valutare la strada suggerita da Mana. Il Consiglio ha dato il via libera alla proposta di cessione con l’astensione dei consiglieri di minoranza.
F.B.



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