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27-06-2007 Fossano
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| Nonostante il “dietrofront”, la minoranza attacca duramente |
C’era gente fin sulle scale, giovedì sera, per assistere al dibattito sul teleriscaldamento previsto in Consiglio comunale. Gli abitanti di borgo Nuovo, che martedì scorso hanno partecipato in massa all’incontro convocato dal Comune, ieri sera si sono riversati in Municipio. Poiché la sala rossa ha pochi posti per il pubblico, la gran parte delle persone ha “assistito” dall’atrio (dove i messi comunali hanno portato le sedie recuperati dagli uffici) e per le scale.
L’annuncio della “marcia indietro” dell’Egea e del Comune, dunque, non li ha pacificati: hanno voluto accertarsi di persona che effettivamente la centrale non si farà più alla Balocco. Qualcuno, senz’altro, è arrivato in Municipio spinto anche dalla curiosità di ascoltare “come se le sarebbero cantate” le parti in causa. E gli amministratori non hanno deluso le aspettative (anche se il “meglio”, folcloristicamente parlando, è venuto dopo, quando il pubblico non c’era più, e non sul teleriscaldamento ma sul bilancio).
Gli amministratori, dicevamo, non hanno deluso le aspettative. In particolare il consigliere di Forza Italia Angelo Mana che si è lanciato in una dura requisitoria sull’intera vicenda, partendo da lontano.
“La pecca di questa vicenda - ha detto - risale al momento in cui Crea cedette le quote all’Egea. Capimmo subito che l’azienda albese era interessata ad Alpi acque per poter realizzare a Fossano il teleriscaldamento. In gioco c’erano esigenze di aziende fossanesi (che dalla cogenerazione avrebbero ottenuto un vantaggio - ndr) e noi non facemmo ostruzionismo. Infatti votammo a favore dell’attività di teleriscaldamento. Però chiedemmo che si procedesse a un bando di gara ad evidenza pubblica per l’assegnazione dell’appalto. I criteri indicati nella gara di appalto pubblico ci trovarono d’accordo, perché si chiedeva che l’energia fosse finalizzata alle imprese, che si inserisse anche una centrale a biomasse, che si prevedesse un’indennità al Comune per i disagi dovuti ai lavori di scavo, che si proponessero tariffe concorrenziali per i cittadini.
I tempi troppo stretti
del bando di gara
Quello che non ci trovò più d’accordo fu che si pubblicasse il bando in giugno e che si desse un solo mese di tempo per partecipare. Le aziende che avessero voluto candidarsi avrebbero dovuto preparare un malloppo consistente di documentazione in soli trenta giorni: impossibile per chiunque se non per chi si fosse già preparato da tempo.
Infatti partecipò solo l’azienda temporanea di imprese Egea-Alpi acque. Questo fatto, non fosse per i tempi ridotti di cui si è detto, è abbastanza strano, perché dal 2003 sei aziende, compresa l’Egea, hanno avanzato al Comune la loro disponibilità a realizzare il teleriscaldamento a Fossano. Tuttavia nessuna di queste ha partecipato al bando di gara. Insisto: i trenta giorni sono stati uno sbarramento.
Per questo, di qui in poi, noi ci siamo dissociati”.≤
Scarso peso
di Alpi acque
Mana è poi passato ad analizzare i rapporti all’interno dell’azienda temporanea di imprese, definendola assolutamente sfavorevole per Alpi acque (di cui fa parte il Comune).
“Alpi acque ha il solo «privilegio» di pagare il 50 per cento dello studio preliminare - ha detto -; per il resto non ha voce in capitolo; si dice, sì che parteciperà alla gestione del teleriscaldamento, ma nel piano finanziario non è previsto 1 euro per la società mista. Inoltre Egea si riserva di mettere in mora Alpi acque e sostituirla se qualcosa non va; il subentro di Egea alle quote di Alpi acque può avvenire per valutazione discrezionale dell’azienda albese. È chiaro che Alpi acque è solo un paravento”.
Il piano finanziario
Mana “spara” sul piano finanziario, ribadendo che non si prevede la partecipazione di Alpi acque agli utili, che si prevedono “altissimi” (“come soltanto il commercio di droga può assicurare” - arriva a dire) e nel fare questa affermazione esclude dai costi che Egea dovrà sostenere (e questo è singolare) il mutuo che l’azienda fa per realizzare gli impianti. È Egea a finanziare l’intera opera per la quale si prevede un costo di 15,5 milioni di euro; Egea mette 2,3 milioni “cash”, mentre per gli altri ricorre alle banche. L’utile previsto per tutti i 29 anni di appalto è di 66,5 milioni di euro. Mana sostiene che Egea, investendo 2,3 milioni (in realtà ne investe 15,5) ne guadagna 66,5.
Nel piano finanziario sono previsti 63.000 euro per la Michelin (che realizzerebbe l’impianto di cogenerazione). Poiché Michelin avrebbe l’indubbio vantaggio di ridurre i costi di energia, Mana contesta anche questo “premio” alla Michelin. Per il Comune sono previsti 40.000 euro di rimborso per i disagi; troppo poco, secondo Mana, perché corrisponde soltanto allo 0,1 per cento dell’utile.
Il consigliere di Forza Italia contesta poi il fatto che si faccia tutta questa previsione, senza avere in mano un documento che impegni Michelin in modo preciso. “L’85 per cento del calore per il teleriscaldamento deve provenire da un’azienda con la quale non c’è nessun contratto. Michelin dunque, può ritirarsi quando vuole”.
Le emissioni
Mana sostiene che se è vero che il progetto prevede un calo di emissioni in centro; prevede però un aumento (quasi un raddoppio) nella zona in cui viene realizzata la centrale (cioè in zona industriale). E fa notare che lo stesso studio presentato da Egea ammette che l’effetto positivo dell’impianto sulla città è da mettere in relazione al posizionamento dell’impianto in zona industriale. “Dunque Egea sapeva che, posizionando la centrale, seppure provvisoria e più piccola, in zona residenziale, non assicurava più un bilancio ambientale positivo”.
Mana fa inoltre una serie di appunti alla tempistica, che dimostrerebbe come Egea fosse certa di aggiudicarsi l’appalto prima ancora che il Consiglio avesse deliberato di procedere con il teleriscaldamento. “Quattro mesi prima Egea aveva già fatto un accordo con la ditta a cui Michelin avrebbe affidato la realizzazione dell’impianto (la Elyo) di cogenerazione, così come quattro mesi prima Alpi acque ha affidato l’incarico al consulente (il solito Guerci) per il progetto preliminare. È sempre più chiaro che le condizioni poste nel bando di gara erano un identikit perché potesse partecipare solo Egea”.
Dino Tortone (Lega nord): “Il Comune non doveva aspettare le proteste per cambiare posizione. Noi siamo stati d’accordo con il teleriscaldamento perché consente di ridurre i costi di energia alla Michelin, e questo deve tradursi in una salvaguardia dei posti di lavoro: questo però va chiesto come contropartita. Quali garanzie dà Michelin su questo? Con la scusa di un risparmio energetico si è presa in giro la popolazione. Si parla della tutela del Famolasco e poi si voleva fare una centrale in via santa Lucia. La fretta di costruire fa sorgere qualche dubbio. Prima di sistemare le tubazioni bisognava essere certi del progetto. Per le tariffe, chi garantisce che tra quattro cinque anni Egea non le aumenti spropositatamente? L’Amministrazione comunale doveva pretendere garanzie”.
Su questo punto l’assessore Maurizio Bergia ha osservato che non si possono chiedere garanzie occupazionali in contropartita della centrale di cogenerazione, ma che il Comune è impegnato su questo piano e ha annunciato che oggi (mercoledì) lui stesso partecipa a un incontro a Roma sul Piano industriale Michelin, convocato dal ministro del Lavoro, al quale partecipano i vertici del Gruppo.
A proposito del possibile aumento delle tariffe Olivero ha spiegato che le tariffe sono legate al costo del metano. “C’è scritto: bastava leggersi la documentazione che abbiamo fornito a tutti i consiglieri”.
Mana ha replicato che dal contratto non si deduce assolutamente che le tariffe variano con il variare del costo del metano e, per dimostrare quanto sia complicato capire il contratto, ha letto l’intera parte dedicata alle componenti che concorrono a formare il costo del servizio, stigmatizzando la complessità del linguaggio e la cripticità delle varie sigle. Mana ha criticato anche un’altra affermazione di Olivero, quella relativa al risparmio del 20 per cento (calcolato, a detta di Olivero, da un amministratore di condominio): “Egea stessa dichiara che il risparmio è del 5 per cento” - ha detto Mana.
Fulvio Berardo ha insistito sul fatto che l’opposizione non ha strumentalizzato la vicenda, come avrebbe sostenuto qualche esponente della maggioranza nella conferenza dei capigruppo. “Non è stata l’opposizione a muovere tutta questa gente; la protesta è nata perché il progetto di realizzare la caldaia alla Balocco era assurdo. È il vostro metodo che è sbagliato. Avete convocato i cittadini per far passare una decisione già presa, salvo fare marcia indietro quando vi siete resi conto che la protesta montava. Mi complimento con la vostra elasticità, ma soprattutto con i cittadini che hanno posto un problema serio in modo così forte da ottenere il vostro dietrofront”.
Berardo ha poi ribadito il suo pieno appoggio al progetto del teleriscaldamento, i cui vantaggi sono incontestabili. E ha espresso apprezzamento per Egea che, per rispondere alle richieste della città, “si accolla oggi dei costi che poteva spalmare su più anni”.
Al termine di questa “maratona” di interventi, è stato finalmente votato l’ordine del giorno che prevede la realizzazione di una centrale provvisoria in zona industriale.
Applauso contenuto del pubblico e, per ora, fine della puntata.
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