Claudio Rolfi apre la stagione di “Borgo Vecchio eventi”

È stata inaugurata venerdì scorso alle 21 la mostra personale di Claudio Rolfi, che apre la stagione delle mostre d’arte di “Borgo Vecchio eventi”.

È stata inaugurata venerdì scorso alle 21 la mostra personale di Claudio Rolfi, che apre la stagione delle mostre d’arte, purtroppo sempre più striminzita, di “Borgo Vecchio eventi”, rassegne che quest’anno sono soltanto tre.
Come ho scritto per il catalogo di questa mostra, conosco la pittura di Claudio Rolfi da molto tempo, ma non ricordo da quando. Forse una collettiva dei primi anni novanta del secolo scorso (trent’anni fa!) alla monregalese galleria “Melquiedes” o forse una personale alla “Terza saletta Aragno” ancora a Mondovì.
Da tempo, quindi, ho ben presente l’espressività del pittore monregalese e ho avuto occasione di scriverne a più riprese, anche nelle circostanze in cui ha esposto a Fossano in passato e a Carmagnola, credo nel 1997, quando lo presentai in catalogo.
Fin dai primi inizi, i suoi “maestri ispiratori” mi sembrarono Paolo Frosecchi, Jean Mattana, Laura Maestri e, in provincia, Fiorenzo Sasia. Ma quello era già un momento successivo e in questa mostra fossanese (che è una vera e propria antologica) Rolfi ci presenta alcune delle sue precedenti ricerche e poi alcuni paesaggi giocati sulle tonalità del verde, che svilupperà in quella sua forma caratteristica che è stata la sua cifra espressiva per molti anni.
In quel periodo Rolfi fermava il tempo in atmosfere oniriche, come immagini immote fissate in un ricordo di ambienti emozionali, quasi sempre pervase da luci ed ombre che mi pare avessero una chiara connotazione metafisica, anche se declinata in maniera decisamente originale. Era la voglia di ricreare sulla tela il colore e l’atmosfera contraddistinti da una nostalgia malinconica, ma serena al tempo stesso perché attraversata da una luce calda e morbida.
Poi la sua ricerca è pian piano mutata in una linea di singolare coerenza, per virare, in questi ultimissimi tempi, verso una sorta di astratto/figurativo che la mostra in borgo Vecchio ci illustra nelle sue opere più recenti.
In esse Rolfi rivisita luoghi, angoli o momenti già visti o vissuti e li ricostruisce in modo diverso dal passato. È qui che ritrovo il richiamo (che avevo fatto un tempo per lui) alle esperienze di Jean Mattanà e di Laura Maestri. Che egli però declina ancora in maniera diversa, così che mi viene alla mente anche una “stagione” dell’esperienza di Basso Sciarretta.
Rolfi trae spunto per le sue opere dalla vita reale: il mare, gli agrumi, le barche, Venezia, la Toscana, i canali, le colline… Anche in questo ultimo gruppo (penso soprattutto ai paesaggi collinari ed a quelli lungo il canale) i dipinti sono frutto di viaggi in questi luoghi in cui Rolfi si reca per ricavarne spunti e stimoli.
Questi soggetti sono legati da un comune denominatore: un’atmosfera più sognata che reale, che l’artista ricrea con toni e colori caldi per suggerire all’osservatore un senso di calma e di immobilità delle cose, al punto che, osservando la tela e socchiudendo appena gli occhi, il tema appare all’osservatore quasi un’opera astratta mentre è sempre un paesaggio visto e vissuto.
Questa bella mostra resta aperta dal venerdì alla domenica fino a domenica 25 maggio.