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Le 100 risposte di Sordella

Sala polivalente gremita di persone, martedì sera, per l’appuntamento delle “100 domande”: un inedito confronto voluto dal candidato del Centro-sinistra per misurarsi pubblicamente - e senza mediazioni - con i cittadini e i loro dubbi sul suo programma o sulla sua persona.

Sala polivalente gremita di persone, martedì sera, per l’appuntamento delle “100 domande”: un inedito confronto voluto dal candidato del Centro-sinistra per misurarsi pubblicamente - e senza mediazioni - con i cittadini e i loro dubbi sul suo programma o sulla sua persona. Molti fossanesi ne hanno approfittato, ponendogli numerose domande, alcune delle quali anche “scomode”. Sordella ha risposto a tutti.
Dal nostro taccuino riportiamo alcuni temi toccati durante la serata. Campo Vallauri: “Il progetto (di edilizia sociale - ndr) era valido, il luogo non era giusto - ha affermato Sordella -. Cercheremo di rinegoziare l’intervento con l’impresa e con la Regione per trasferirlo in un’altra area di proprietà comunale (ad esempio il Foro boario) o - in seconda battuta, se non potremo spostarlo - di eliminare tutta l’edilizia privata e dimezzare il parco pubblico di alloggi”. Sicurezza: “Vogliamo liberare il corpo dei vigili dalle incombenze burocratiche e impiegarlo sul territorio, con le telecamere mobili. No alle ronde: i cittadini non possono sostituirsi alle Forze dell’ordine. Ma possiamo studiare forme di collaborazione con le associazioni di volontariato, come è già avvenuto con i carabinieri in congedo”. Manifestazioni in borgo Vecchio (richiesta di una commerciante della zona): “Non servono nuovi grandi eventi, ma piccoli eventi disseminati in tutta la città. Penso anche a un circuito di chioschi e attività lungo il percorso che verrà interessato dalle manifestazioni”. Molino Cordero: “Solleciteremo il magistrato e il curatore fallimentare a stringere i tempi per lo sgombero delle macerie. Ma non dipende solo da noi”. Accattonaggio: “La legge lo consente, se non è molesto. L’unico modo per risolvere il problema è spezzare i legami di chi chiede l’elemosina con la criminalità, che spesso lo gestisce. In proposito, abbiamo in mente un progetto con la Caritas”. Spostamento della biblioteca (ipotizzato da Vallauri): “Dove, come, quando e con che risorse? Non se ne parla: la sola alternativa sarebbe trasferirla nell’Ospedale, che non è di nostra proprietà. Noi, piuttosto, puntiamo a tenere aperto il Castello, a fini turistici, nel fine settimana, e a valorizzare la piazza”. Isola pedonale domenicale: “Sarà legata a eventi per le famiglie”. Fisco: “Punteremo ad agevolare le famiglie e le attività produttive. E in ogni caso, non vogliamo aumentare le tasse. Dobbiamo essere consapevoli, però, che ogni volta che introdurremo una detrazione per una categoria, dovremo toglierla ad un’altra. È il principio della fiscalità locale, per cui i Comuni devono sostenersi da soli”.
Sordella ha richiamato spesso, durante la serata, il concetto di concretezza. “È inutile dire che vogliamo il Pronto soccorso, quando abbiamo un centro di riabilitazione. Né parlare di zona franca illudendo le imprese sulle agevolazioni fiscali, quando non rientriamo nei parametri previsti dalla legge per ottenerla”. E a questo proposito ha citato la celebre frase: “Dobbiamo avere l’umiltà per riconoscere le cose che non possiamo cambiare, il coraggio per cambiare quelle che possiamo e l’intelligenza per distinguere le une dalle altre”.
Meno celebre, ma molto citata nelle ultime settimane, è invece la frase - tutta “made in Sordella” - “Pensate davvero che la città possa cambiare passo con Vallauri, Bertero e Mantini?” che gli è valsa l’accusa di arroganza da parte di un cittadino, insieme a quella di intolleranza alle critiche per aver bollato come “macchina del fango” alcune delle contro-repliche nei giorni successivi. “Oggi non la ripeterei - ha risposto Sordella -, ma per me quella frase aveva un senso politico. Scrivere, come è stato fatto, che io vado in giro per il mondo perché non ho niente da fare - quando lavoro e mi mantengo dall’età di 22 anni - o cose del genere, invece, non ha nulla a che fare con la politica, ma è un attacco alla persona”.
All’altra accusa di essere “il nuovo che va a braccetto con il vecchio” ha invece replicato “di non avere mai parlato di rottamazione, bensì di rinnovamento nella continuità”. Una continuità rappresentata dalla presenza in squadra di Vincenzo Paglialonga, suo papabile assessore alle Finanze. “Potevamo fare un’altra scelta - ha spiegato Sordella - ma non abbiamo voluto. Fisco e bilancio, in questi anni, sono settori troppo delicati per sperimentare novità. Lui è la persona più competente in una materia molto tecnica. Tutto si può imparare, ma ci vuole tempo. E noi non possiamo permettercelo”.
In apertura di serata, Sordella aveva inoltre sgomberato il campo - in tono semiserio - da alcune “leggende metropolitane” che circolano sul suo conto. “Non ho due figli illegittimi, né terreni agricoli. Non sono il presidente del Sant’Anna. È vero, invece, che la mia famiglia ha donato la nuova ala della casa di riposo alla diocesi. Non ho intenzione di aprire un Centro per immigrati clandestini nell’ex caserma dei Carabinieri, semmai sto lavorando per accelerare l’arrivo del Genio. E non andrò a Miami per fare un film appena eletto, lasciando la città nelle mani del vice-sindaco”.
Non è una leggenda, invece, la sua collaborazione con Gianna Gancia (compagna di banco al liceo e sua amica personale) al tempo delle elezioni provinciali del 2009 (quando Sordella le seguì la campagna di comunicazione), e nemmeno la tessera della Lega che gli venne consegnata - per meriti acquisiti sul campo - nell’anno successivo dalla sezione di Fossano. Sordella lo ha dichiarato prima di sottoporsi al fuoco di fila delle domande, precisando di “non averla mai rinnovata, di non aver mai ricoperto ruoli nella Lega e di non essere mai stato candidato a niente con la Lega”.