Colussi, per i sindacati “è improbabile che non ci saranno altri esuberi”

I sindacati sono scettici: “Dal momento che viene chiuso un reparto dove lavorano 40 persone - spiega Giuseppe Farina di Flai-Cgil -, è difficile credere che non ci saranno altri esuberi, come ha dichiarato l’azienda nei giorni scorsi”. Il tema è lo stabilimento fossanese della Colussi; il settore che sta per interrompere la sua attività è quello in cui si produce la pasta.

I sindacati sono scettici: “Dal momento che viene chiuso un reparto dove lavorano 40 persone - spiega Giuseppe Farina di Flai-Cgil -, è difficile credere che non ci saranno altri esuberi, come ha dichiarato l’azienda nei giorni scorsi”. Il tema è lo stabilimento fossanese della Colussi; il settore che sta per interrompere la sua attività è quello in cui si produce la pasta.
Il confronto tra l’azienda e i sindacati è iniziato nelle scorse settimane. Durante la riunione aziendale che si è svolta a Perugia il 28 aprile, Colussi ha annunciato che non produrrà più pasta negli stabilimenti di Imperia e Fossano, scelta che implica la chiusura del primo sito e di un reparto del secondo; le sigle sindacali hanno protestato per la sorte di 150 lavoratori, dei quali 110 sono impiegati a Imperia e gli altri a Fossano. La notizia, intanto, ha monopolizzato l’attenzione dei media, che hanno intonato il lamento funebre per il marchio Agnesi, aquistato da Colussi negli anni scorsi e ormai considerato morituro per la decisione di tagliare sulla pasta: a quel punto è giunta la replica del Gruppo, che ha dichiarato di non voler rinunciare né al mercato della pasta, né tantomeno ad Agnesi.
“Nel suo comunicato, Colussi ha usato le parole giuste: continuerà a commercializzare Agnesi. Questo, però, non significa necessariamente che continuerà anche a produrne la pasta”, commenta Farina. È stata infatti ventilata l’ipotesi che il Gruppo si affidi a partnership, che rischierebbero però di non essere sufficienti per tutelare i posti di lavoro. Di qui la preoccupazione dei sindacati, che hanno proclamato lo sciopero nei vari stabilimenti: a Fossano i lavoratori hanno incrociato le braccia lo scorso giovedì.
Ora c’è attesa per il 26 giugno, quando si svolgerà la prossima riunione aziendale. I sindacati attendono da Colussi “un piano industriale di investimenti e rilancio con interventi concreti, che diano una prospettiva allo stabilimento di Fossano e garantiscano gli attuali livelli di occupazione”.
Nella sede fossanese, un massiccio taglio al personale è già avvenuto nei mesi scorsi. L’azienda dichiarò 48 esuberi: i sindacati sono riusciti a salvare 20 posti di lavoro tramite i contratti di solidarietà, mentre gli altri dipendenti devono lasciare l’azienda (una decina potrebbe ottenere il prepensionamento).