Scarpe rosse in piazza per le donne vittime della violenza

L’iniziativa, sabato 7 giugno sul sagrato del Duomo, ad un mese dall’assassinio di Silvana Allasia

Il 6 maggio scorso moriva Silvana Allasia, insegnante di 47 anni, madre di due bambini. A toglierle la vita, a colpi di arma da fuoco, il suo compagno, Vitantonio Gioia, guardia giurata, che ora si trova in carcere. Una vicenda che ha profondamente toccato la comunità fossanese e che purtroppo non è fenomeno isolato. Le cronace nazionali riportano spesso di atti di violenza e di delitti che vedono proprio le donne come vittime.
Un fenomeno che non va taciuto, e che non va accantonato.  E ad un mese da questa tragedia, per ricordare Silvana e tutte le donne che, come lei hanno perso la vita nello stesso modo, un gesto che vuole essere simbolo di denuncia sociale, di lotta alla violenza, di attenzione e ricordo per le vittime.
Sabato 7 giugno dalle 10 alle 12,30, sul sagrato della cattedrale verranno pozisionate tante paia di scarpe rosse, un’iniziativa che già tenuta in diverse città per rendere “visibile” questa lotta silenziosa al femminicidio. E a Fossano, come in tante altre realtà, l’iniziativa è partita dal basso, dalla gente comune usando  il passaparola, i social network e i media.
“Invitiamo tutte le persone che lo desiderano, a portare un paio di scarpe da donna rosse (o tinte di rosso) e lasciarle sul sagrato del Duomo sabato 7 giugno dalle 10 alle 12.30 - si legge nell’appello -. Ogni paio di scarpe rosse, sistemato ordinatamente, visualizzerà la marcia di donne che non ci sono più, una camminata per sottolineare il dolore che provoca la mancanza di una donna: sono simboli silenziosi di un corteo di donne assenti perché cancellate da una violenza cieca”.
Era il 2009 quando Elina Chauvet utilizzò le scarpette rosse per la prima volta in un’installazione artistica pubblica davanti al Consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne uccise nella città messicana di Juarez. Da quel giorno le scarpette rosse, dello stesso colore del sangue versato da tantissime donne in tutto il mondo, sono diventate il simbolo della giornata internazionale contro la violenza sulle donne: da allora, indossare, in quel giorno, un paio di scarpe rosse vuole simboleggiare l’adesione e la partecipazione ad una lotta che deve vedere tutti uniti per dire basta ad ogni tipo di violenza.
“Il nostro vuol essere anche un appello a tutte le donne in difficoltà - proseguono -: abbiate sempre la forza ed il coraggio di allontanare dalla vostra vita chi calpesta la vostra persona ed i vostri sentimenti perché l’amore dona vita, non causa morte”.
Strappiamo la violenza
In ricordo di Silvana
“Oggi è il giorno della preghiera e del ricordo, certo c’è un dolore grande e c’è anche tanta rabbia, ma vogliamo vivere questo momento con gli occhi dei bambini, uniti nella preghiera”: queste erano state le parole di don Derio Olivero durante l’omelia in occasione dei funerali di Silvana Allasia. Con l’invito a vivere quel momento nella preghiera e lasciare per un attimo da parte tutto il resto. Al termine della messa aveva però lanciato un appello affinchè la città, la Chiesa locale, tutti ci si fermasse un istante per riflettere sulla violenza, su come estirpare il male dalle nostre vite.
Con questo scopo è stato organizzato un incontro per giovedì 12 giugno alle 20,45, presso la sala polivalente del Castello degli Acaja. “Strappiamo la violenza. In ricordo di Silvana”, questo il titolo della serata organizzata dalla Diocesi di Fossano e dal settimanale La Fedeltà, con il patrocinio del Comune di Fossano.
Interverranno, tra gli altri, la presidente dell’associazione Mai + sole, Adonella Fiorito, la neuropsichiatra infantile Silvana Garello e il vicario generale don Derio Olivero. Modera Walter Lamberti.
Un’occasione per riflettere e ricordare.