25.06.2014

“La confusione in cui si trovano gli uomini deriva dal  fatto che essi, la sera, non sanno perché al mattino si sono alzati e perché domani ricominceranno” (P. Ricoeur, filosofo, 1913-2005)

Oggi ho letto un bel libro del nostro don Pino Pellegrino (“Ma che ci sto a fare? Vivere… ne vale la pena?). Ad un certo punto ho trovato questa interessante citazione di un filosofo che ho molto amato: P. Ricoeur.
Tutti passiamo periodi di confusione, giorni in cui ci troviamo a dire: “non mi capisco più”, “non ti capisco più, sei cambiato, reagisci in modo strano, non è da te”, “non capisco cosa stiano facendo i politici”, “non capisco perché mi stanno capitando questi fatti, uno di fila all’altro”… Questi sono periodi legati a particolari situazioni: una malattia, un contrattempo, una delusione, un periodo carico di stress. Sono confuso e ne conosco le cause.
Ma la citazione parla di un’altra confusione. E’ una confusione che accompagna la vita, che persiste negli anni. Non è legata ad un fatto particolare. Questa confusione porta a non distinguere ciò che è importante da ciò che è secondario, ciò che è giusto da ciò che è ingiusto, ciò che è appassionante da ciò che è inutile, ciò che è bello da ciò che è brutto, ciò che è necessario da ciò che è superfluo. Tutto diventa uguale a tutto. Un giorno si darebbe la vita per avere un orologio, il giorno dopo per un viaggio, il giorno dopo per il pesciolino rosso del proprio acquario. Un altro giorno ci sembra banale l’amore di nostra moglie, il sorriso dei propri bimbi, la serietà del proprio lavoro, la fortuna della salute. A volte la scaletta dei nostri valori è davvero fragile. Anzi è confusa. Perché? Perché rischiamo di perdere il senso del cammino. Se non stai andando da nessuna parte ogni pezzo di strada può sembrare un paradiso oppure un inferno: dipende dall’umore, dal tempo atmosferico, dal luccichio delle lampade colorate. Se invece stai andando verso una meta importante ciò che incontri per strada lo valuti in base alla meta che stai inseguendo. Così ridai il giusto peso ad ogni tuo passo. Ringrazi per il sentiero pianeggiante ed erboso, ma trovi buoni motivi per affrontare le salite più ripide. Ammiri i paesaggi che si aprono davanti ai tuoi occhi e trovi la forza di continuare anche in mezzo al deserto.
Ecco il consiglio del filosofo: non è tempo perso quello dedicato a chiederti, ogni sera “Per cosa mi sono speso oggi? Per cosa ho dedicato la mia vita oggi?”. Don Pino, a tale proposito, ci ricorda la massima di F. Nietzsche: “Chi ha un perché nella vita sopporta tutti i come”.