Il servizio di infermeria notturna alla casa di riposo Craveri

Istituito tre anni fa in seguito alla convenzione con l’Asl Cn1, è stato mantenuto nonostante la revoca da parte dell’Azienda sanitaria; ora è a totale spese della struttura

Foto archivio

Da circa tre anni sugli ospiti del Craveri veglia un infermiere notturno, a disposizione, oltre che degli anziani non autosufficienti, anche degli ospiti del  Mellano e di chi risiede nella Casa rosa. Nel 95% delle case di riposo della provincia di Cuneo non esiste il servizio infermieristico notturno; di notte sono presenti le “oss” (operatrici socio sanitarie): si tratta di figure  preparate per affrontare situazioni ordinarie, ma nel momento in cui si presenta una situazione problematica esse sono costrette a chiamare il 118. L’intervento continuo del 118 e il suo trasaporto in Pronto soccorso, oltre ad avere un costo molto elevato per il sistema sanitario, destabilizza l’anziano. Per queste ragioni tre anni fa la struttura decise di candidarsi ad ospitare un nucleo di “H24”. La domanda venne accolta, e l’istituto Craveri allestì il servizio infermieristico notturno; ma dopo qualche mese l’Asl revocò la delibera. “Questo servizio ha portato così tanti benefici che ora non riusciamo più di farne a meno - ammette il vicario don Derio Olivero, presidente della casa di riposo -. Per questo abbiamo confermato il servizio ancora per il 2014, poi si vedrà, perché, non potendo contare sulla convenzione con l’Asl, esso ha un costo elevatissimo per la nostra struttura.

 L'articolo completo sul numero di mercoledì 30 luglio de La Fedeltà