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La Granda granaio di qualità

Grazie all’accordo di filiera firmato da 300 aziende con mulini, pastifici e distillerie (tra cui il Gruppo Barilla) la provincia di Cuneo è il 2° polo produttivo d’Italia, dopo l’Emilia 

Negli ultimi anni la Granda ha incrementato, in modo esponenziale, la produzione di grano. E il merito è tutto delle 21 coraggioseaziende che una decina di anni fa, sfidando l’incredulità di tutti, dopo una serie di prove sperimentali, iniziarono a produrre la varietà Bologna e cercarono, attraverso il C

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orzio agrario, un acquirente che sapesse valorizzare il loro prodotto. Quelle 21 aziende (aderenti al Catac Coldiretti  presieduto da Rafaele Tortalla) quell’anno ottennero 2 euro e mezzo in più rispetto al prezzo medio della zona. L’anno successivo le aziende aderenti al contratto erano 40; l’anno seguente 70 e l’anno successivo 300...  Ora il contratto siglato dalle 300 aziende del Catac di Raffaele Tortalla è un esempio che Coldiretti porta a tutti i livelli per dimostrare che i contratti di filiera funzionano e “pagano”, sono remuneratavi.

Della questione si è parlato mercoledì scorso in un incontro al castello di Racconigi, a cui hanno partecipato tutti gli “attori” della filiera: gli agricoltori, i direttori delle federazioni provinciali di Coldiretti nonché il direttore regionale, il manager  del Consorzio agrario Cap Nord Ovest ed il direttore commerciale,i rappresentanti delle diverse aziende di trasformazione (dalla Barilla ai vari mulini della zona), gli agronomi e i docenti universitari che seguono le ricerche sul campo.

 

Il servizio completo sull’incontro sul numero de La Fedeltà di mercoledì 1° ottobre