L’addio a don Giovanni Scotto

Archivista della diocesi, parroco per quasi 50 anni a Sant’Antonino di Salmour, don Giovanni Scotto è morto nei giorni scorsi a 85 anni

È morto all’ospedale di Savigliano, dove era ricoverato da circa un mese, don Giovanni Scotto, 85 anni, per quasi cinquant’anni parroco a Sant’Antonino di Salmour.

Don Scotto era nato a Mellea il 16 marzo 1929, aveva compiuto i suoi studi presso il seminario di Fossano ed era stato ordinato sacerdote il 29 giugno del 1955.

Giovane sacerdote aveva prestato servizio prima a Murazzo come vice curato, successivamente a Sant’Antonio Abate e poi a Cussanio. Nel 1966 l’ingresso a Sant’Antonino di Salmour, comunità che ha guidato per 48 anni. Coetaneo di Mons. Mondino, ma anche di don Pino Pellegrino, del vescovo emerito  Natalino Pescarolo e di don Carlo Musso, don Giovanni Scotto ha dedicato la sua intera vita alla comunità dell’Oltrestura, che lo scorso luglio lo aveva salutato con un grande abbraccio. Grande amante del bello e dell’arte, nel giorno del suo commiato dalla comunità di Sant’Antonino (avvenuto per motivi di salute) aveva ricevuto un libro sulle opere e sul genio di Gaudì, che lui amava particolarmente. Fino al mese di settembre, quando la salute glielo permetteva, ha continuato il suo impegno in Curia dove aveva l’incarico di archivista, custode del patrimonio di documenti storici della diocesi.

Su la Fedeltà di mercoledì 12 novembre un interessante e curioso ritratto del sacerdote firmato da Luca Bedino “Don Giovanni Scotto: l’archivista che custodiva l’umanità vergata nelle carte antiche”.