10.12.2014

Riprendiamoci la vita

Esce in questi giorni un mio piccolo libro che riassume alcune riflessioni fatte con i giovani e i giovani adulti in vent’anni di cammino con loro. Parla di felicità, di corpo, di lotta, di relazione. S’intitola: “Riprendiamoci la vita”.
Mi piace questo titolo. Abbiamo bisogno di riprendere in mano la nostra vita. La fretta spesso fa sì che la vita scorra mentre noi abbiamo altro da fare. La televisione decide le cose che dobbiamo pensare e noi tralasciamo di guardare lo spettacolo più grande: la nostra vita! Siamo curiosi di sapere come si evolve questa o quell’altra vicenda giudiziaria, come si risolve la crisi matrimoniale di questo o quell’altro attore, cosa dice la moviola su questo o quell’altro rigore… ma non ci appassiona più sapere come sta il nostro cuore, come va la nostra relazione di coppia, come sta crescendo nostro figlio, cosa sto scegliendo. La crisi ci ha caricati di paure; così vediamo solo più il nero e abbiamo perso i colori. Abbiamo aumentato le paure e perso la speranza. La razionalità imperante ci sta togliendo la capacità di fidarci. L’utilitarismo ci sta mangiando la voglia di gratuità.
E allora? Riprendiamoci la vita! L’Avvento è un periodo per riprenderci la vita. In Avvento impariamo che essere uomini significa essere in ricerca, in cammino, in attesa. Che il tempo non è vuoto, ma abitato da una Presenza. Che questo nostro tempo è ritenuto degno da Dio stesso. Lui ha detto che questo tempo, questa terra, meritano al punto da essere degni di “ospitare un Dio”.
Dunque la mia vita vale, qualunque essa sia. Merita. È un’opera d’arte. Se un Dio ha deciso di dedicare tempo a me,  ben a ragione posso dedicare io stesso tempo alla mia vita.
Mancano quindici giorni al Natale. Rallentiamo, cerchiamo uno spazio per “riprenderci la vita”. Sarà il miglior regalo di Natale.