Foro boario, una riqualificazione dai tempi molto lunghi

Il profilo ingombrante dei due capannoni Dimar è, per ora, l’unico frutto visibile del progetto di valorizzazione della piazza. E il resto? Ne parliamo con l’assessore Enrico Castellano 

Dell’intervento di “riqualificazione” al Foro boario, per ora, si vedono soltanto due capannoni in costruzione destinati a ospitare il supermercato e il centro commerciale targati Dimar. Fino a quando non saranno terminati (l’apertura era prevista per Pasqua 2015, ma più probabilmente slitterà a fine anno), non sarà possibile dare risposte definitive sul loro impatto architettonico e paesaggistico, e anche sul peso che un polo commerciale di queste dimensioni, con il suo afflusso quotidiano di clienti, potrà avere - in positivo e in negativo - sulla vita del quartiere. Il loro scheletro ha già suscitato, tuttavia, un certo allarme tra i residenti (e tra quanti hanno a cuore la bellezza della città), a cui ha dato voce la lettera di un’abitante di via Ceva pubblicata sull’ultimo numero del 2014 de “La Fedeltà”. I temi posti dalla lettrice non si fermano ai capannoni (“alti e grigi, come nell’Europa dell’Est post sovietico”) ma abbracciano l’intero intervento sulla piazza, aprendo una serie di interrogativi sul progetto di valorizzazione a suo tempo approvato dal Consiglio comunale, durante il secondo mandato Balocco, e di cui, per ora, non si avvertono tracce significative. Nel riprendere alcune sue considerazioni, le abbiamo girate all’assessore ai Lavori pubblici Enrico Castellano per conoscere la posizione dell’Amministrazione comunale.

Intervista su "La Fedeltà" di mercoledì 14 gennaio