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I randagi del Fossanese al canile di Busca

La struttura ha vinto l'appalto per la gestione del servizio: subito da trasferire una cinquantina di animali

Sarà il canile “Attenti all’uomo” di Busca a gestire, per l’Unione dei Comuni del Fossanese, il servizio di cattura, mantenimento e custodia dei randagi. L’appalto è stato aggiudicato lo scorso 12 marzo; con la struttura che è poi risultata vincitrice, aveva partecipato alla gara soltanto il “Pinco Pallino” di Fossano.

In precedenza si occupava dei cani randagi trovati nel territorio dell’Unione del Fossanese il canile Valentino di frazione Murazzo di Fossano (in foto); il contratto era però scaduto alla fine dell’anno scorso. Dopo una proroga di alcuni mesi, è stata aperta la gara per l’affidamento del servizio: il Valentino non si è presentato, mentre la struttura di Busca è riuscita ad imporsi sul “Pinco Pallino” proponendo un ribasso del 20% sulle quote massime definite dall’Unione del Fossanese. Fino al 40° cane recuperato nel territorio dell’Unione del Fossanese e custodito da “Attenti all’uomo”, l’ente pagherà 2,28 euro al giorno per animale; 1,6 euro giornalieri ad animale saranno richiesti per i cani dal 41° al 70° e 0,8 euro per quelli dal 71° in avanti.

Il canile “Attenti all’uomo” è stato creato nel 2014; lo gestisce, con alcuni volontari, il titolare Andrea Marello, che è anche educatore cinofilo. “Ci impegneremo per svolgere al meglio il nostro lavoro, che per me è anche una passione”, dice Marello.

Il rapporto tra l’Unione del Fossanese e il canile “Attenti all’uomo” si concretizzerà nelle prossime settimane. Tra i primi impegni, quello di trasferire la cinquantina di cani recuperati nel territorio dell’Unione del Fossanese e oggi ospitati al Valentino. “Concorderemo le modalità di gestione del servizio e cercheremo di fare in modo che il trasferimento degli animali dal canile di Fossano a quello di Busca sia il meno traumatico possibile”, riferiscono dagli uffici dell’Unione del Fossanese.

Su "la Fedeltà" in edicola un intervento di Anna Mantini: il consigliere comunale approfondisce le modalità con cui i Comuni affidano ai canili la "gestione" dei propri randagi, rischiando di esporre i cani a ripetuti trasferimenti da una struttura all'altra. 

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