Suor Olga della Madre di Dio Gugelmo

 Testimoni del Risorto 15.04.2015

Inutile cercare in lei il sensazionale o lo strepitoso: la vita di Olga è racchiusa in appena 33 anni di vita, tutti contrassegnati dalla semplicità e dall’ordinarietà. Nasce nel 1910 in provincia di Vicenza e il papà muore, combattendo sull’Isonzo, sei anni dopo. Infanzia breve la sua, perché deve aiutare mamma a badare a tre fratellini. In compenso respira in casa fede e amore ai poveri, crescendo così generosa e ben disposta ad aiutare in parrocchia, soprattutto nella catechesi, in cui si rivela educatrice impareggiabile. Si diploma maestra a 18 anni ed inizia subito ad insegnare ed a farsi apprezzare: un anno in Friuli, due anni in provincia di Padova, gli anni successivi nel paese natale, Poiana Maggiore. Ed è qui che sboccia la sua vocazione religiosa, favorita da una certa predisposizione alla pietà, alla carità verso i poveri e all’apostolato attivo. Quest’ultimo, in particolare, si è andato plasmando in lei grazie all’Azione Cattolica, di cui ha percorso tutto il cammino associativo, che ha fatto crescere il suo impegno ecclesiale e motivato il suo lavoro in parrocchia. Al momento di orientarsi sulla congregazione in cui realizzare la sua vocazione, la sua scelta va a cadere sulle Figlie della Chiesa, una giovanissima famiglia religiosa appena fondata da suor Maria Oliva Bonaldo che ha come carisma specifico conoscere, amare, testimoniare la Chiesa, farla conoscere e farla amare, collaborando con i sacerdoti nella formazione dei laici. Dal 1938 vive in congregazione l’entusiasmo e le difficoltà degli inizi, non ultima la povertà dei primi anni, per ovviare alla quale deve ancora per un anno accettare l’insegnamento nella scuola del suo paese, per assicurare almeno un’entrata fissa alla sua comunità. Ben presto, però, la fondatrice ha bisogno di lei come segretaria e coadiutrice nella fondazione delle prime comunità; eccola così, nell’arco di pochi anni, a Mestre prima, poi a Roma e Ischia, quindi nuovamente a Mestre, con una parentesi a Trivignano. La gente comincia ad abituarsi a quelle “strane” suore, che si spostano in bicicletta, con il caldo e con il freddo, da un bisognoso all’altro, da una casa all’altra. La forma di apostolato più richiesta dalle parrocchie è l’assistenza e la formazione degli studenti, ma spesso viene anche loro richiesto di interessarsi di sfollati, disoccupati, famiglie bisognose per le quali occorre farsi pazienti e premurosi compagni di viaggio. A nessuno sfugge che la presenza di Olga, ovunque sia richiesta, è caratterizzata sempre da un sorriso smagliante, con cui accompagna e impreziosisce ogni suo gesto. Sembra animata da una forza interiore che la fa stare, con la stessa intensità e con l’identica disponibilità, sia prostrata in silenziosa adorazione, sia indaffarata nelle mille faccende della sua missione. Cominciano a cercarla ed a contendersela per un consiglio, un incoraggiamento, una parola buona, che distribuisce senza avarizia e sempre attingendo ad una sapienza che si radica nella preghiera e in un prolungato colloquio con il suo Signore. I più assidui nel ricorrere a lei sono soprattutto i seminaristi e le persone in ricerca, che riesce a spronare e dirigere con il suo entusiasmo e la sua passione per Dio; ma alla sua porta bussano in continuazione anche poveri di ogni specie, che cerca di soccorrere come può, con i pochi mezzi di cui dispone, sempre supplendo in ogni caso con il più dolce dei suoi sorrisi. La fondatrice, silenziosamente, osserva e medita, sembrandole questa sorella – e lo testimonierà dopo la di lei morte – la vera incarnazione del modello di Figlia della Chiesa che aveva sognato nel momento in cui aveva dato vita a questa forma di consacrazione. Tutto questo, per Olga, in appena cinque anni di vita religiosa, perché il 28 marzo 1943 stramazza a terra durante la messa domenicale. Subito soccorsa e ricoverata all’ospedale di Mestre, le viene diagnosticata una meningite cerebro-spinale fulminante che non le lascia via di scampo. Muore domenica 11 aprile, non prima di aver promesso: “Farò come la Piccola Teresa, ... passerò il mio cielo facendo del bene sulla terra”. Moltissimi, e non solo a Mestre, sono pronti ad attestare che si tratta di una promessa mantenuta; per questo ricorrono a lei con fiducia e vanno a pregare sulla sua tomba. Il 31 ottobre 2013 Papa Francesco ha riconosciuto l’eroicità delle sue virtù, proclamandola così Venerabile. Si attende ora un miracolo per procedere alla beatificazione della suora che sorrideva e che faceva del bene, suor Olga della Madre di Dio Gugelmo.