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Quaglia fuori da Unicredit

Non è stato confermato nel Cda. Ma si aprono nuove prospettive per la presidenza della Fondazione Crt

L’ex presidente della Provincia di Cuneo Giovanni Quaglia non è più nel Cda di Unicredit. Il suo mandato, infatti, non è stato rinnovato dall’assemblea ordinaria riunitasi pochi giorni fa all’Eur. La mancata riconferma di Quaglia era nell’ordine delle cose. Con la riduzione del numero di consiglieri (da 19 a 17), si sapeva infatti che la Fondazione Crt sarebbe dovuta scendere da due a un solo componente. Ed era chiaro che il sacrificio dovesse toccare a Quaglia e non al vice-presidente Fabrizio Palenzona. Chiuso il mandato quasi triennale nella stanza dei bottoni della più grande banca italiana, Quaglia ha motivo di “consolarsi” - oltre che con numerosi altri incarichi, a partire dalla presidenza della Torino-Savona - con il ritorno alla presidenza di Ream, la società di gestione del risparmio specializzata nell’istituzione e gestione di fondi comuni d’investimento immobiliari, dove è presente anche la Fondazione Crf con Antonio Miglio. Il passaggio di consegne con il vecchio presidente Agostino Gatti è avvenuto lo scorso 29 aprile, su indicazione della Fondazione Crt. Il rientro alla Ream potrebbe rappresentare, peraltro, l’inizio di una nuova carriera di Quaglia nella Fondazione Crt, dove aveva già ricoperto il ruolo di vice. Il piatto forte è infatti l’incarico da presidente, che sulla carta scade nel 2017. Ma Antonio Maria Marocco potrebbe decidere di lasciare in anticipo. E Quaglia - anno sabbatico permettendo (quello che deve passare dopo il mandato in Unicredit) - è tra i papabili alla successione. 

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