20.05.2015

“L’importante è saper convivere con la propria paura” (Giovanni Falcone, magistrato, 1939-1992)

Chi non ha paura è uno che non ha ancora preso sul serio la vita. Chi non ha paura è incosciente. Non sa vedere il pericolo e, dunque, si muove al limite del sensato. Mi capita in montagna. Quando porto altri in camminate impegnative mi succede di trovare persone che si avventurano in passaggi impossibili perché non vedono il pericolo, oppure si fermano beati in luoghi dove c’è grande possibilità di caduta pietre. Sono seduti sereni perché non vedono le pietre sul loro capo. Sereni perché incoscienti.
Oppure chi non ha paura è superficiale. È sereno perché non si fa i problemi, non vede i problemi, non gli importa dei problemi. Non guarda in faccia la realtà, non la prende sul serio.
Se guardi la vita con attenzione è normale avere paura. La paura non è un sentimento da bimbo. E’ una compagnia dell’adulto. Perché i problemi esistono davvero. Anzi esistono le tragedie, i contrattempi, i pesi, le domande senza risposta, le delusioni. Pertanto è normale aver paura. Perché ogni giorno ne va della mia vita. E mi spaventa l’incertezza, il dolore, l’ingiustizia, la morte.
Che cosa è allora il coraggio? È la capacità seria di convivere con la paura, senza scappare, senza disperare, senza mollare. Il coraggio è rimaner vivo pur sapendo di dover morire; è continuare a sperare pur provando tante delusioni; è ripartire pur avendo subìto una tragedia.
Facciamo nostra la frase di questo uomo coraggioso: “L’importante non  è stabilire se uno ha paura o meno; l’importante è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio ma incoscienza”.
E allora… coraggio!