La beata Paola è “candidata” alla santità

A Bene Vagienna, una raccolta di firme per chiedere alla Santa Sede di canonizzare la patrona

A Bene Vagienna, i devoti la chiamano semplicemente "la beata". Un appellattivo che, in futuro, potrebbe risultare insufficiente per definire la patrona della città, la contessa Paola Gambara Costa. Per lei, infatti, è stato avviato il processo di canonizzazione, a 500 anni dalla morte.

Perché un beato sia canonizzato, è necessario dimostrare che sia autore di un solo ulteriore miracolo oltre a quello che ha consentito il processo stesso di beatificazione. Nel caso di Paola Gambara, la strada sembra in discesa: alla donna sono infatti attribuite numerose "sanazioni", cioè guarigioni, che saranno approfondite in un dossier da presentare alla Santa Sede.

Nel Comune e nella parrocchia di Bene Vagienna, è inoltre possibile aderire ad una raccolta di firme che vuol dare il suo contributo per la canonizzazione. "Vogliamo dimostrare - spiega il sindaco, Claudio Ambrogio - che la devozione per la nostra beata dura ininterrottamente da 500 anni".

Tutti i dettagli su "la Fedeltà" in edicola a partire da mercoledì 1° luglio. (Sopra, una fotografia di Bruno Linzas, che ritrae il ritorno a Bene Vagienna del corpo della beata Paola, dopo la "trasferta" - organizzata per i 500 anni dalla morte - a Verolanuova, il comune del Bresciano dove la donna nacque nella seconda metà del Quattrocento).