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Missionari con la Parola e l’esempio abbracciando la povertà

Anno della vita consacrata: la comunità dei frati Cappuccini di Fossano

Li avevamo salutati l’anno scorso, i frati Cappuccini, proprio in questo periodo, tra partenze ed arrivi di presenze nuove e vecchie conferme ritornate in città. Tra questi ultimi padre Tonino Tomasoni, bresciano, che dal 2007 al 2011 aveva diretto gli studenti, mentre adesso, dal 2014, è diventato il nuovo superiore, subentrato a padre Roberto Rossi Raccagni e prima ancora a padre Oreste Fabbrone. Ora la fraternità del convento di via Cesare Battisti, costituita da sette confratelli e privata della presenza giovanile dello studentato, ha assunto un indirizzo missionario, secondo le prospettive della famiglia francescana (che è costituita, oltre il ramo dei Cappuccini, da quello dei frati Minori e dai minori Conventuali). Con padre Tonino (nella foto a lato), che nel suo curriculum vanta una licenza in missionologia all’Università Gregoriana di Roma e 16 anni di lavoro in Congo, abbiamo parlato di alcuni aspetti del francescanesimo nello specifico dei Cappuccini, riguardanti la missione, il significato della povertà, lo stile di vita comunitario che li contraddistingue da altri ordini religiosi.

Come sta procedendo il convento, alla luce dei cambiamenti avvenuti proprio l’anno scorso in questo periodo?

Si parte sempre con gioia, con entusiasmo, con grinta. Non si conoscono ancora i difetti degli altri, si ha una prospettiva positiva. Perché tra di noi non avevamo ancora vissuto insieme se non con qualcuno, ma anni prima. Anche se io ero già stato qui, di quelli che c’erano allora ho ritrovato solo Francesco. Perciò una nuova fraternità deve avere impostazioni nuove. Per esempio, puntando sull’apostolato, abbiamo ridimensionato l’orto che ci impegna tanto, pur avendo padre Angelo che vi si dedica in prima persona. Alla nostra fraternità è stata data la specificità “missionaria”, per cui abbiamo il compito di fare animazione all’interno della provincia. Abbiamo scritto a tutti i conventi per chiedere collaborazione e comunione tra di noi, magari celebrando l’eucarestia da loro, o incontrando i loro giovani, unendo le forze per presentare i progetti delle micro realizzazioni che già ci sono.

Intervista completa su La Fedeltà del 30 settembre