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Prezzo del latte: la protesta corre su Whatsapp

Assemblea autoconvocata di allevatori a Vigone; invitate anche le organizzazioni di categoria. La parola d’ordine è “restare uniti” per spuntare un prezzo remunerativo

Si sono autoconvocati, come al tempo della protesta per le quote latte, ma questa volta l’invito è corso sui social, attraverso Whatsapp: una catena di messaggi partita con lo slogan: “Tre litri di latte per un caffè: ti sembra giusto? Facciamo qualcosa” che è riuscita a coinvolgere seicento-settecento allevatori in tutto il Piemonte.

La questione del resto è molto sentita. Il prezzo del latte è ai minimi storici: va dai 28 ai 35 centesimi, mentre un litro di latte fresco costa 1 euro e 50 al supermercato. Una forbice aumentata in modo spropositato negli ultimi decenni. I costi di produzione, per le aziende, sono aumentati, e gli allevatori, con la busta del latte, non pagano le spese. Per questo basta un cenno e tutti accettano l’invito a discuterne, nella speranza che si possa migliorare la situazione. Un primo incontro si è tenuto giovedì 1° ottobre a Macello. In quell’occasione si è deciso di far tesoro degli errori dell’esperienza precedente, quella delle quote latte in cui, andando avanti da soli, contro tutti e tutto, molti si sono bruciati. La parola d’ordine questa volta è “unità”. Con questo spirito si avvia l’incontro di martedì scorso, a Vigone. Sei-settecento allevatori, molti giovani (30-40 anni), ammassati dentro il salone di un ristorante. Al tavolo i “leader” del movimento degli autoconvocati, quelli che hanno dato il via all’iniziativa e i dirigenti delle Organizzazioni di categoria.