Crf-H1-M-728x90 OK

28.10.2015

“Quelle civiltà che non possono parlare della morte non possono trasmettere davvero” (Marie Balmary, psicanalista francese)

Siamo vicini alla Festa dei Santi e alla Commemorazione dei defunti. Quasi tutti andremo a visitare un cimitero, a portare fiori ad amici o familiari defunti. Sarà l’occasione per fermarci alcuni istanti di fronte alla questione della morte. Lo sappiamo: nella nostra civiltà è diventato difficile parlare della morte. È un tabù, un tema rimosso. Si vive come se la morte non esistesse. È diventato poco educato parlare della morte.
In questa luce è forte la frase della psicanalista: “Quelle civiltà che non possono parlare della morte non possono trasmettere davvero”.  Se la morte non esiste vivo come se dovessi restare al mondo per sempre. Dunque non penso a trasmettere, ma a trattenere. Non penso a chi resterà dopo di me, alle nuove generazioni. Penso a me. Non penso a trasmettere, ma ad accumulare. Non solo nel senso materiale, ma anche in relazione ai valori, alla cultura, alla fede, ai costumi. Chi non ha da partire per un lungo viaggio non si preoccupa di insegnare ad altri a gestire la propria casa. Se invece decido di andare via un mese, subito inizio a cercare qualcuno che venga a dar da mangiare al mio cane o che venga ad innaffiare i fiori o che sappia intervenire a casa mia in caso di imprevisti. Parto solo dopo aver affidato casa mia in buone mani. E, dunque, dopo aver trasmesso ad altri le informazioni necessarie per gestire bene la mia abitazione.
Così è per la vita. Impariamo a poco a poco a vivere “succhiando” dalla civiltà che abitiamo: dai genitori, dagli insegnanti, da persone di riferimento, dal contesto. E poi, cresciuti, passiamo il tempo a trasmettere ad altri i segreti della vita, il giusto modo di abitare il mondo. Cerchiamo di passare alle nuove generazioni la nostra passione per la vita, i nostri sogni, le nostre convinzioni. Perché sappiamo che presto lasceremo in mano a loro questo mondo.
Il pensiero della morte ci allena alla gratuità. Andare al cimitero ci insegna la necessità del dono. Vivere significa imparare a donare. L’estremo limite ci educa a diventare padri: smetto di prendermi cura solo di me perché devo avviare i figli alla vita. Morire significa saper lasciare questo mondo ad altri. Morire bene significa lasciare ad altri tutte le informazioni per abitare al meglio questo mondo. In questo senso vivere significa misurarsi con la morte e prepararci giorno dopo giorno alla partenza. In favore di altri.