Micronido di Trinità: con la nuova gestione si ritoccano le rette, ma si offre più elasticità negli orari

Il Comune non integra più la retta ai trinitesi: colpa della spending review

foto d'archivio

Con la nuova gestione affidata dal mese di settembre alla cooperativa "Pool service" si è registrato un lieve rincaro delle rette, ribassato rispetto al tariffario proposto inizialmente alle famiglie. "Al nostro ingresso nella gestione del Micronido, abbiamo in effetti deliberato un aumento sulle tariffe del 12%, proponendo peraltro uno sconto incondizionato pari al 10% per le famiglie residenti nel Comune di Trinità - spiega Ivano Marchesani, presidente della cooperativa  -. In seguito, a fronte delle esigenze emerse da tutte le famiglie, abbiamo deciso di applicare per tutti - trinitesi e non - la riduzione del 10 per cento sulla retta. Risulta pertanto evidente che l’aumento richiesto inizialmente si sia notevolmente ridotto. Aggiungo inoltre che in base alle tariffe attuali, il costo orario per un bambino che frequenta a tempo pieno ordinario (dalle 7,30 alle 16,30) è di 2,52 euro, cifra molto inferiore e competitiva rispetto ad altre strutture". Va precisato inoltre che le fatture mensili avranno cadenza mensile posticipata (precedentemente erano emesse con cadenza mensile anticipata), in modo tale che saranno fatturati gli importi relativi alle effettive presenze riscontrate per il mese di competenza e che vengono proposti orari alternativi per andare incontro alle esigenze delle famiglie.

Il sindaco precisa anche che “la società che gestisce il micronido oltre a confermare l’intero organico presente (cinque operatrici/educatrici), in quanto cooperativa a responsabilità limitata, ha applicato il contratto collettivo nazionale di lavoro a tempo indeterminato, sensibilmente migliorativo rispetto al contratto di lavoro di cooperativa sociale applicato precedentemente, sia per quanto attiene l’aspetto retributivo che, soprattutto, per la parte contributiva. In questo modo abbiamo tutelato anche i lavoratori che hanno lo stipendio pagato regolarmente il 16 di ogni mese con il massimo dei contributi”. 

Articolo su La Fedeltà in edicola mercoledì 9 dicembre