23.12.2015

“La cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero. È la fonte di ogni vera arte e di ogni vera scienza” (A. Einstein, fisico, 1879-1955)

C

on un gruppo di giovani siamo stati a visitare Ulm, città natale di A. Eistein, uno dei maggiori scienziati del secolo scorso. Era scienziato, ma anche pensatore, capace di intense riflessioni. Soprattutto uomo curioso, sempre con una domanda in cuore. Diceva infatti: “L’importante è non smettere di fare domande”. Bellissimo: occorre fare domande su tutto, anche sulle cose più ordinarie. Se non ti fai domande, tutto diventa ovvio e banale. Invece le domande ti mantengono in attesa, in ricerca, con la voglia di capire; e questo atteggiamento aiuta a far brillare ogni cosa, anche la più piccola. Prendi, per esempio, un’ape. A prima vista è nient’altro che una banale “bestiolina”, simile a milioni di bestioline. Ma se inizi ad interessarti ad essa, se leggi qualcosa a proposito delle api ti si spalanca un mondo incredibile. Se passi una giornata con un apicultore ti si apre  un mondo impensabile. Così è per tutto: appena inizi ad interessarti di musica, di arte, di francobolli, di montagne, di bicicletta… non smetti più di scoprire nuovi elementi e, soprattutto, non smetti più di accorgerti che hai ancora mille altri aspetti da conoscere. Le domande generano domande ed aprono mondi. Con le domande il mondo si dilata. Un aspetto della vita che prima sembrava irrilevante diventa a poco a poco determinante. Prima la montagna era un ambito sconosciuto e poco attraente, ora hai mille cime che ti aspettano. E ogni giorno scopri un nuovo itinerario che varrebbe la pena percorrere. E il mondo che sembrava ovvio, ristretto e banale diventa grande, diventa un mistero. O meglio, svela se stesso come cosa “molto maggiore”, molto più ricca di quanto l’apparenza desse a vedere. Il vero curioso sperimenta il mondo come mistero. E vive stupìto e in attesa. Anzi vive con la convinzione che la vita ci offra sempre nuove possibilità, anche quelle più impensate. Proprio come ripeteva il nostro scienziato: “Solo quelli che sono così folli da pensare di cambiare il mondo lo cambiano davvero”. Il mistero genera una sana follia e allarga gli orizzonti. Per cui si può avere speranza anche quando non si vede un riscontro immediato, perché nel profondo il “mondo-mistero” è più grande del nostro sguardo, delle nostre conoscenze e delle nostre forze. Einstein provocatoriamente diceva:“È meglio essere ottimisti e aver torto, che pessimisti e aver ragione”. 

Natale è una bella occasione per ampliare il nostro sguardo: Dio abita questa terra. Posso guardare ogni cosa alla luce di questa certezza. Il cielo si è aperto e una strada infinita si apre davanti a noi. Posso camminare! Buon Natale.