06.01.2015

Auguri!

È da poco iniziato un nuovo anno. In questi giorni abbiamo più volte detto “Auguri, Buon Anno!”. Che cosa significa questo augurio? Credo abbia soprattutto due significati. Iniziando un nuovo anno ciascuno di noi porta in cuore vari desideri: “Che si sistemi quel problema sul lavoro, che si risolva quel problema di salute, che sia promosso a scuola, che torni un po’ di serenità nella mia famiglia...”. Così, in questi giorni, ogni volta che incontri qualcuno sai che sta portando in sé desideri importanti. Con l’espressione “auguri” gli dici: “Spero che i tuoi desideri si compiano!”. Ma nello stesso tempo sai che a capodanno si prova sempre una profonda sensazione di incertezza. Inizi un anno e non sai nulla, non puoi vedere in anticipo come sarà, cosa capiterà. Inizi un periodo della tua esistenza senza saperne quasi nulla. Ecco l’incertezza. Così la parola “auguri” serve a dire: “So che sei nell’incertezza, per questo ti auguro di saper credere alla tua vita pur dentro questa incertezza; ti auguro di desiderare il tuo futuro pur nell’incertezza”.
In questa luce sono belli gli auguri. Ma in genere noi ci lasciamo prendere da due pericoli. Innanzitutto riduciamo gli auguri ad abitudine, ad automatismo: li facciamo senza pensarci, per buona educazione. Così diventano vuoti, formali. Non augurano nulla.
In secondo luogo ci lasciamo prendere da una vaga e scaramantica fiducia nella Fortuna: mentre ti faccio gli auguri ti sto affidando alla fortuna, “dea bendata” e pertanto dea ambigua e imprevedibile. Così, proprio mentre ti faccio gli auguri, aumento in te l’incertezza. Proprio perché lascio fuori te e me ed insieme ci mettiamo in braccio a lei (la fortuna). Dimenticando che ogni augurio impegna innanzitutto me e te. Perché il miglior augurio è quello di dirti: “Ti auguro di avere forza per perseguire i tuoi desideri in ogni situazione e ti dico che io sono disponibile ad esserti vicino per sostenerti”. Augurare non significa mettere in braccio al caso o alla fortuna o al destino, ma significa fare un atto di fiducia nel futuro: “Insieme possiamo affrontare il futuro, insieme possiamo lottare per i desideri più veri che abbiamo in cuore, insieme possiamo cercare strade, superare ostacoli, riprenderci e ripartire”.
Mi colpisce un fatto: inevitabilmente tutti, a capodanno, facciamo riferimento alla Fortuna.  Proprio perché, guardando al futuro ci sentiamo tutti piccoli, troppo piccoli di fronte all’avventura della vita. In questo contesto è interessante notare come i credenti inizino l’anno con riti di benedizione. È questo un modo per sentire al proprio fianco una Presenza non bendata come la Fortuna, ma con una faccia ben precisa: la faccia di un Padre Buono, che dice-bene della vita degli umani, crede nella vita degli umani e se ne prende cura.
Allora: Auguri!