Acquedotto di San Lorenzo: revocata l’ordinanza

Le analisi ora risultano a posto grazie alla disinfezione con il cloro, ma non è stata individuata la causa che in agosto aveva indotto il sindaco ad emettere un'ordinanza che prevedeva la bollitura dell'acqua per usi alimentari

A quasi sei mesi dall’«allarme inquinamento» dell’acqua potabile di San Lorenzo, venerdì 22 gennaio il sindaco, su richiesta del responsabile del Servizio di igiene Sebastiano Blancato, revocato l’ordinanza che imponeva a una parte dei frazionisti di far bollire l’acqua prima di utilizzarla per fini alimentari.

Il provvedimento fa seguito al responso  dell’Arpa - arrivato finalmente mercoledì 20 gennaio - delle analisi effettuate il 21 dicembre dai tecnici dell’Ufficio d’igiene, che confermano l’assenza di inquinamento.

I tempi lunghi della risposta da parte dell’Asl e il conseguente trascinamento della vicenda hanno tuttavia creato allarme e malumore in frazione, lasciando spazio a fraintendimenti.

Lunedì scorso, in una vivace assemblea tenuta in frazione, i residenti hanno manifestato preoccupazione perchénon è stata individuata la vera causa dell’inquinamento e i valori sono rientrati nei limiti di legge in seguito alla clorazione.

L’inquinamento è migliorato fin da subito - rassicura il responsabile dell’Ufficio d’igiene -; i livelli registrati in agosto non si sono più presentati nei mesi successivi”.

Tuttavia, poiché nelle analisi non si è mai raggiunto lo zero assoluto di elementi inquinanti previsto dalla normativa per la revoca dell’ordinanza, il Consorzio ha  proceduta a una disinfezione massiccia, pur nei limiti previsti dalla legge.

 

Intervista al tecnico dell’acquedotto sul numero de La Fedeltà del 27 gennaio