L’altare della reposizione addobbato in modo solenne a San Sebastiano

La parrocchia di San Sebastiano ha mantenuto la tradizione; ogni anno, il giovedì santo, viene addobbato un altare dove vengono custodite le ostie consacrate per il venerdì santo

A San Sebastiano anche quest'anno si è ripetuta la tradizione di addobbare in modo solenne l'Altare della reposizione dove, la sera del Giovedi santo, dopo il vespro, viene conservata l'Eucarestia per il Venerdì santo (in questo giorno, infatti, non si consacra l'Eucaristia).

Un tempo, quando in ogni chiesa si allestiva l’«altare della reposizione», i fedeli, a partire dal giovedì santo, facevano il giro delle chiese vicine a chiedere il perdono; l'usanza era di visitarne da cinque a sette (da qui il modo di dire «fare il giro delle sette chiese»).

Oggi l’altare della reposizione - là dove viene allestito - svolge la funzione sua propria di custodire l’Eucarestia per il Venerdì santo.

“L’addobbo particolarmente festoso sottolinea la speranza dei fedeli – ci dice suor Nicoletta, che presta servizio nella parrocchia di San Sebastiano -: il venerdì santo la chiesa è spoglia, però c’è un angolo della chiesa pieno di luce, perché il cristianesimo è vita e il cristiano deve sapere che c’è sempre una luce a cui fare riferimento, anche nei momenti più bui”.

L’addobbo dell’altare è stato realizzato da un gruppo di volontari di San Sebastiano. Alcuni hanno portato da casa materiali (tappeti, tovaglie ricamate, vasi; ogni anno un volontario coltiva appositamente le orchidee per l’addobbo dell’altare. “È un’opera corale – conclude suor Nicolatta che ci accompagna nella visita all’altare e alla chiesa addobbata anch’essa di tutto punto da una volontaria -. Oguno mette a disposizione della comunità i suoi talenti e le sue competenze”.

Luigina Ambrogio