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Fossano, l’Avis festeggia 70 anni

Domenica la sezione locale in festa: saranno premiati i donatori più generosi

Quando tendere il braccio è un gesto di solidarietà verso il prossimo non solo simbolico. La sezione fossanese dell’Avis conta settant’anni della fondazione. Una storia che - incominciata nel 1946 grazie all’impegno di Maddalena Baravalle, per tutti “Magna Lena” - giunge a questo importante traguardo per il quale è in programma una giornata di festa domenica prossima, il 17 aprile.

 
Il programma 
della domenica

Si aprirà alle 8,30 la “Festa del 70° anniversario di fondazione”: l’Avis di Fossano dà appuntamento al castello degli Acaja. Alle 9, in Duomo, sarà celebrata la messa. Alle 10 i partecipanti seguiranno la banda musicale “Arrigo Boito” nella sfilata per le vie del centro. Alle 11, al castello degli Acaja, saranno consegnati gli “Oscar della generosità” a persone che si sono impegnate molto per l’Avis locale e le “benemerenze” ai donatori che hanno steso più volte il braccio. Appuntamento conclusivo quello delle 13,30 al ristorante Giardino dei tigli di Cussanio, che ospiterà il “pranzo sociale”.

Dice Giorgio Sanmorì, presidente dell’Avis fossanese: “Attendiamo una grande partecipazione, da tutta la provincia di Cuneo e non solo: ogni cinque anni festeggiamo la nostra associazione, per darle visibilità. È per me l’occasione di sottolineare il valore della donazione gratuita: alcuni avisini, dopo aver donato il sangue, non sfruttano neppure il giorno di ferie cui avrebbero diritto e tornano al lavoro. Molti, inoltre, hanno rinunciato alle benemerenze e al pranzo di domenica, chiedendo che la spesa relativa fosse devoluta al Fondo di solidarietà dell’Avis, che appunto si occupa di interventi di solidarietà. Un grazie, infine, al Centro servizi del Volontariato di Cuneo e alla Fondazione e Cassa di risparmio di Fossano”.

 
Una storia iniziata
nel dopoguerra

“Nel 1926 - racconta sul suo sito l’Avis fossanese -, il dottor Vittorio Formentano ebbe l’intuizione della grande necessità di sangue umano per le trasfusioni. Quella semplice ma fondamentale intuizione venne raccolta nel 1939 anche da una piccola donna dal grande cuore, Maddalena Baravalle. Durante la guerra «Magna Lena» fu sfollata a Fossano ed iniziò il suo volontariato nell’ospedale cittadino. Qui incontrò un giovane medico, il dottor Roberto Viglietta, al quale propose di costituire anche a Fossano un gruppo di «Volontari del sangue». Al suo appello su «La Fedeltà» del 5 dicembre 1945 risposero, oltre al dottor Viglietta, suo padre Matteo, lo zio Carlo, il maestro Luigi Brizio, don Raffaele Volta, il maestro Federico Barbero e Sebastiano Tomatis, che formarono il gruppo dei «soci fondatori». Ad essi si unirono altri volontari: così iniziarono le prime donazioni di sangue all’Ospedale di Fossano”.

Gli anni Cinquanta e Sessanta sono quelli della crescita per il gruppo, che nel 1976 per la prima volta riesce a fronteggiare, da solo, tutte le esigenze di sangue provenienti dalla zona in cui opera: è un traguardo “storico” cui segue, dieci anni dopo, quello dell’inaugurazione della nuova sede. Altro anno decisivo è il 1994, con l’arrivo dell’apparecchiatura per la plasmaferesi e l’inaugurazione della sezione Admo.