Unico Consiglio pastorale per le diocesi di Fossano e Cuneo

Verrà eletto nel mese di ottobre; nuovo passo verso l’unificazione?

Le Cattedrali delle diocesi di Fossano e Cuneo

Le diocesi di Cuneo e Fossano avranno un solo Consiglio pastorale. Con le prossime elezioni, che si svolgeranno nel mese di ottobre, si avrà un unico organismo che rappresenterà le diverse realtà territoriali e pastorali delle due diocesi e resterà in carica per cinque anni. Resteranno ancora due invece i Consigli presbiterali, ma non si esclude che possano riunirsi insieme.

Il Consiglio pastorale è un organo consultivo (previsto dal codice di diritto canonico) cui spetta, sotto la guida del vescovo, studiare, valutare e proporre conclusioni operative su tutto quanto riguarda le attività pastorali delle diocesi.

Di queste novità si è discusso a Fossano, il 7 giugno scorso, durante l’ultima riunione del Consiglio pastorale diocesano presieduta dal nuovo vescovo Piero Delbosco (nella foto a lato). La riunione è servita innanzitutto a calibrarne meglio la composizione: una prima proposta, elaborata a tavolino, prevedeva un numero di componenti troppo ridotto (41 persone, più i 2 vicari generali, più i membri scelti direttamente dal vescovo), uno sbilanciamento troppo marcato a favore della diocesi cuneese e, soprattutto, una presenza di laici eccessivamente ridotta. Dopo ampia discussione è stata formulata una nuova proposta, approvata all’unanimità, che porta la composizione complessiva a circa 65 membri, di cui due terzi provenienti dal laicato.  La nuova proposta, che dovrà essere ratificata nei prossimi giorni dal Consiglio pastorale di Cuneo, equilibra meglio il rapporto numerico tra le due diocesi, in particolare tra le zone pastorali delle due città (che da sole rappresentano il 50% della popolazione delle rispettive diocesi) e anche all’interno dei vari settori pastorali delle Curie, dando maggiore rappresentatività all’evangelizzazione (che comprende catechesi, liturgia, pastorale giovanile, familiare, animazione missionaria...), cui segue il settore carità (che comprende la Caritas e la pastorale sociale e del lavoro) e infine la cultura.

La creazione di un unico Consiglio pastorale delle due diocesi prelude alla fusione delle due diocesi? Alla domanda il vescovo ha risposto che “l’unificazione non è all’ordine del giorno, ma è una prospettiva verso cui si cammina; credo che si tratti di un passaggio obbligato anche se i tempi non sono ancora stati fissati. Entro il 31 agosto - ha spiegato mons. Delbosco - i vescovi del Piemonte devono presentare a Roma una proposta di riorganizzazione territoriale il cui criterio cardine è che ogni diocesi abbia almeno 90 mila abitanti e in Piemonte sotto questa soglia si trovano Susa e Fossano. Il progetto di riordino elaborato dai vescovi prevede: che si tenga conto della storia e delle tradizioni di ogni realtà diocesana, che si favorisca la collaborazione tra diocesi piccole per arrivare a nuove eventuali aggregazioni e che si proceda anche alla revisione degli attuali confini delle diocesi”. Che potrebbe interessare soprattutto le due diocesi di Torino e Novara che insieme fanno oltre la metà di tutta la popolazione piemontese. Vedremo.

Nella seconda parte si è fatto un bilancio dell’esperienza degli ultimi cinque anni, con particolare attenzione ai criteri da seguire per l’individuazione di quanti faranno parte del prossimo Consiglio pastorale. Nel dibattito sono emerse alcune esigenze. Innanzitutto occorre curare maggiormente la rappresentatività di quanti verranno eletti in modo che siano consapevoli del mandato che assumono. Inoltre bisogna trovare modalità affinché quanto viene discusso nel Consiglio abbia un’effettiva ricaduta nella vita delle parrocchie, a tutti i livelli; a volte si ha invece l’impressione di uno scollamento tra le decisioni a livello diocesano e quelle a livello parrocchiale. Infine si dovrà porre attenzione ad evitare che il Consiglio pastorale si trasformi in luogo di lamentazioni per renderlo sempre più un’assemblea in cui si elaborano le proposte pastorali e si indicano al vescovo proposte operative concrete: anche se resta eminentemente consultivo, il vescovo ha auspicato che “in futuro possa diventare più deliberativo”, nella linea della sinodalità fortemente sottolineata da Papa Francesco.

L’appuntamento per tutti è al 9 settembre per l’assemblea interdiocesana che si terrà a Centallo. In quell’occasione verrà presentato il nuovo piano pastorale che il vescovo elaborerà durante l’estate.