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Il grano “San Sebastiano”, una varietà brevettata 50 anni fa

Fu scoperto per caso da un agricoltore della frazione, Antonio Cravero, in un campo dell’azienda; la brevettò insieme ad un socio del paese, Michele Fruttero, titolare dell’omonimo Mulino

Antonio Cravero si commuove nel ricordare la storia di quel grano. Era giovane. E aveva già tante responsabilità. Era rimasto orfano di padre a 18 anni (il papà era stato investito da un cavallo); lui era il più grande di nove figli. Dopo di lui cinque sorelle, poi gli ultimi tre fratelli. Aveva dovuto prendere in mano l’azienda, insieme alla responsabilità di tutta quella numerosa famiglia... E quell’anno (aveva solo 28 anni) era successa quella cosa strana. “Stavo andando a guardare le campagne - racconta -; A un certo punto vedo quelle tre quattro spighe diverse dalle altre. Decido di mettere un segno per poterle poi distinguere al momento della mietitura. Trovo una canna e la infilo come segnale. Quando è stato maturo, una sorpresa: la spiga era bella gonfia, turgida. Tanti di quei chicchi! Ho raccolto quel grano e l’ho messo da parte. L’anno dopo l’ho seminato in un fazzoletto di terra e quel poco seme ha prodotto 25 chili di grano! Non volevo crederci. Così ho riseminato quei 25 chili”.

È cominciata così l’avventura di Antonio Cravero, classe 1933, che nel 1965 brevettò una nuova variertà di grano insieme al compaesano Michele Fruttero. Sono passati 50 anni ma Antonio ricorda come oggi l’emozione di quella scoperta di cui allora parlarono diversi giornali.

 

Il servizio su La Fedeltà di mercoledì 13 luglio