13.07.2016

“Il riposo a voi sia, non letargo, ma preparazione di nuove forze e pensieri” (Nicolò Tommaseo, scrittore, 1802-1874)

Siamo in estate. Molti potranno vivere qualche giorno di vacanza: magari una domenica in montagna o qualche giorno al mare. Siccome viviamo in una società che ci carica di stress e di fatica spesso pensiamo la vacanza come assoluto riposo. Un tempo in cui “fare assolutamente niente”. Un tempo in cui mettere fra parentesi il resto dell’anno, in cui scappare, dimenticare, chiudere con la vita quotidiana. Un tempo di letargo. Ma la vacanza non è soltanto far niente. La vacanza è un tempo per far altro e per fare in modo diverso. In vacanza finalmente “abbiamo tempo”. Abbiamo tempo per guardarci attorno e scoprire la bellezza delle cose e delle persone. Abbiamo tempo per assaporare, ammirare, incontrare, imparare. Abbiamo tempo per appassionarci, confrontarci, rimotivarci. Possiamo finalmente mangiare un piatto di spaghetti con calma per accorgerci di quanto siano buoni. Possiamo bere con calma una birra in compagnia e gustare il piacere dell’amicizia. Possiamo abbracciare con calma nostra moglie e ringraziare di averla ancora accanto. Possiamo stare un’ora a sentire il mormorio di un ruscello e ringraziare la Madre Terra. Possiamo andare a visitare una mostra, una chiesa, un castello e accorgerci di quanta bellezza i nostri avi ci abbiano fatto dono. Ecco un bel modo di vivere la vacanza: accorgerci di “avere tempo” in un’epoca dove non abbiamo mai tempo. Quando hai tempo tutto emerge in modo nuovo. Se ti fermi a guardare con calma il mare esso “emerge” in modo nuovo, ti sembra di non averlo mai visto così bello, ti entra nell’anima. Così ogni cosa, così te stesso. Diceva Sant’Agostino: “E gli uomini se ne vanno a contemplare le vette delle montagne, e i flutti vasti del mare, le ampie correnti dei fiumi, l’immensità dell’oceano, il corso degli astri, e passano accanto a se stessi senza meravigliarsi”. Imparare a ammirare deve aiutare ad apprezzare se stessi e la propria vita. Così si tornerà a casa veramente rigenerati, rinnovati e non solo riposati. Proprio come scriveva G. Flaubert: “La mente umana è paragonabile ad una farfalla che assume il colore delle foglie sulle quali si posa... si diventa ciò che si contempla”. Che meraviglia: si diventa ciò che si contempla. La vacanza è una bella occasione per lasciar venir fuori ciò che desideriamo nel nostro intimo. E la capacità di ammirare, la capacità di lasciarsi meravigliare da qualcosa di bello ci abbellisce.
Ecco perché sono felice di andare, le prossime due domeniche, a celebrare la messa al Migliorero. In mezzo alla natura, ai bordi del lago, attorniati dalle cime ci fermeremo un’ora per aiutarci a contemplare, a lasciar emergere, a ringraziare. E, da credenti, a lasciar emergere la presenza del Creatore. Per diventare ciò che contempliamo: Figli del Creatore. Vi ricorderò al Buon Dio.