Lactalis aumenta di 3 centesimi il latte agli allevatori francesi

Ora gli allevatori italiani rivendicano analogo trattamento; il Gruppo francese ha acquisito i più importanti caseifici del Nord Italia

Riparte da Lactalis la “guerra” del latte. La multinazionale francese ha ceduto alle forti proteste degli allevatori francesi accettando di alzare il prezzo. L’accordo è arrivato dopo due sessioni di trattative finite con un nulla di fatto. Per settimane Lactalis, così come in Italia, ha invitato gli allevatori “ad essere realisti”. Anche in Francia la differenza fra il prezzo pagato e quello richiesto dagli allevatori (per poter sostenere i costi di produzione) è molto grande: prima dell’accordo la società pagava ai produttori 256 euro la tonnellata (25-26 centesimi al litro); gli allevatori ne chiedevano 380 (38 centesimi, come i nostri).

Per Lactalis, che sostiene di essere al centro di un “attacco ad aziendam” - (come ha sostenuto anche in Italia), si tratta di una cifra assolutamente “non ricevibile”, almeno finché i prezzi internazionali resteranno quelli attuali. Ora che Lactalis ha ceduto in Francia, è ovvio che i suoi fornitori d’Oltralpe rivendichino un aumento che fin’ora non è arrivato.

“Ci sono tutte le condizioni anche in Italia per alzare il prezzo pagato agli allevatori - sostiene Coldiretti che chiede l’immediata apertura del confronto con l’industria lattiero casearia italiana e con Lactalis Italia, per discutere un prezzo del latte che tenga conto della nuova situazione di mercato

 

Il servizio completo su La Fedeltà di mercoledì 6 settembre