Padre Giacomo Viale – 2

Testimoni del Risorto 21_10_16

Pur sempre provvisorio, ma in grado di far programmi, padre Giacomo Viale inizia senza un soldo in tasca, confidando solo nella Provvidenza, e sono proprio i poveri i suoi primi benefattori, perché capiscono, prima degli altri, che quel loro parroco “provvisorio” non è povero come loro, ma poverissimo: senza un letto, perché le brande che gli regalano vengono sistematicamente calate nottetempo dalla sua finestra per finire nelle case dei più disperati; con due libri come cuscino e a volte senza calzoni e senza scarpe, perché la sua strada si incrocia sempre con qualcuno più bisognoso di lui. Così, quando nel 1878 il convento richiama, dopo ben 15 anni di “prestito”, padre Giacomo e la parrocchia resta di nuovo orfana, scoppia una vera rivolta. I bordigotti, gente “calda” che faceva ammalare i parroci precedenti, adesso vogliono soltanto lui: se la prendono, arrivando a minacciarli, anche con il vescovo (mons. Tommaso Reggio, un sant’uomo che la Chiesa adesso venera come beato) e con il suo segretario; scrivono una supplica al papa e cominciano a disertare le celebrazioni. Tutto questo, mentre comincia a muoversi anche la “macchina del fango”, azionata dagli anticlericali, ai quali sta di traverso quel padre Giacomo troppo popolare e troppo intraprendente, difeso però dalla popolazione che, con fare minaccioso e le donne con la scopa in mano, “occupa” la stazione di Bordighera per impedire di scendere dal treno al maestro delle scuole, colpevole di aver scritto un articolo sul giornale locale contro il “fratin” intingendo la penna nel veleno. Non solo: un prete, semplicemente di passaggio a Bordighera e scambiato per il sostituto di padre Giacomo, è costretto a ripartire in fretta, rincorso dai parrocchiani che minacciano di prenderlo a sassate. È un lungo braccio di ferro, tra Bordighera e la Curia e tra quest’ultima e il Convento, che si risolve alcuni mesi dopo con una nuova “permissione”: il “fratin” potrà tornare a Bordighera per un anno, ma solo per preparare gli animi ad accogliere il nuovo parroco. Obbediente, padre Giacomo ritorna, ma alcuni mesi dopo, credendo di aver sufficientemente assolto il suo compito, chiede ai superiori di essere richiamato in convento, di cui sente la mancanza. Nel frattempo ha pure rifiutato la proposta della Curia di chiedere l’esclaustrazione e di essere incardinato in diocesi, perché francescano si sente fino al midollo e, soprattutto, fino alla morte. Il nuovo concorso indetto per assegnare un parroco a Bordighera questa volta non va deserto, perché si presenta un volenteroso prete della vicina diocesi di Savona che senza troppa fatica ne diventa titolare. Peccato che i bordigotti gli impediscano fisicamente di prendere possesso della chiesa, preferendo tornare ad essere una comunità senza pastore piuttosto che senza il “fratin”. È solo a questo punto che i frati si arrendono, magari anche per la pressione esercitata su di loro dalla romana Congregazione dei Vescovi, alla quale il disperatissimo vescovo Reggio con insistenza si è rivolto. Rinunciano pertanto ad ogni loro sogno di fare loro Provinciale (e…magari anche qualcosa di più) il conteso padre Giacomo, che può così preparare un suo nuovo ritorno, questa volta definitivo, a Bordighera, dove si mobilitano subito per accoglierlo alla stazione in pompa magna, anzi con la banda in testa. E come si sentono mortificati, nel vedersi da lui dribblati alla grande: è infatti sceso alla precedente stazione di Ospedaletti e da qui ha proseguito a piedi, entrando di nascosto in canonica, mentre essi, delusi dal primo treno, stanno aspettando il successivo. Scoperto l’inganno, quei focosi e testardi parrocchiani accorrono sotto le finestre della canonica, preceduti sempre dalla banda. E rinunciano a farla suonare solo quando padre Giacomo in persona si affaccia, più corrucciato che mai, ad una delle finestre, minacciando di tornarsene in convento al primo rullar di tamburi: così è fatto il loro parroco, di cui testardamente han voluto il ritorno. Prendere o lasciare! Dal giorno successivo è al lavoro, in una Bordighera che cambia, anzi è già cambiata dal giorno del suo primo arrivo: innanzitutto sta diventando luogo di villeggiatura, grazie al suo clima mite, anche per merito della regina Margherita di Savoia, che ha iniziato a trascorrervi le proprie vacanze, e della ferrovia, che la rende facilmente raggiungibile; in secondo luogo i bordigotti si stanno specializzando in floricoltura e questo significa nuova ricchezza per gente prima costretta a sopravvivere sui magri proventi della pesca.
(2 - continua)