Una grande festa per una piccola borgata

L’intera popolazione di Bastita Soprana ha partecipato all’organizzazione degli eventi, compresi i nipoti giunti dalla città; con Bastita si chiudono le feste di frazione

Con la festa di Bastita si concludono le feste di frazione. Una piccola borgata, Bastita; una manciata di famiglie che si ostinano a organizzare una grande festa. Una festa che mobilita tutti i residenti - e non solo: vengono a dare una mano i nipoti che a Bastita non hanno mai vissuto, ma ci sono affezionati; e i figli, che lì hanno le radici ma ora vivono in città.

La festa è particolarmente vissuta perché - come è scritto sul libretto del programma, “ogni attività che si organizza è finalizzata a fare in modo che le persone si possano incontrare in un ambiente di grande familiarità”.

Non c’è una Pro loco, a Bastita, non ci sono massari, non c’è un presidente: questo fa sì che tutti si sentano responsabili della festa. Una festa davvero corale: le nonne hanno suggerito le ricette per il pranzo della festa (proprio il pranzo che si mangiava quando tutti si riunivano sotto il portico o nel locale più ampio della cascina, con i parenti venuti da lontano, dopo la “messa grande”… E domenica pomeriggio Giuanin ha “battuto” l’incanto: ognuno si è portato a casa una coppia di polli,  un gallo, o un tacchino, pagato a peso d’oro… Ma vuoi mettere la soddisfazione di averlo strappato al tipo di Maddalene che voleva portarlo via? Per non parlare della serata con gli Amis ‘d la Madlana che, in omaggio ai Bastitesi (che li hanno sempre accolti bene “Anche quando non eravamo ancora così famosi…”) sono arrivati al completo e hanno dedicato alla piccola borgata uno spettacolo con i fiocchi.

 

 

Su La Fedeltà di mercoledì 2 novembre il servizio completo sulla festa

 

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