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Il Papa ha incontrato i senza fissa dimora

Si è concluso con il Giubileo delle persone socialmente escluse l'Anno Santo della Misericordia. 6mila persone da 20 paesi diversi.

Il grande abbraccio della Chiesa per le persone più fragili, più emarginate e povere, quelle che vivono ai bordi delle strade. Si può dire che l’Anno della Misericordia si è concluso così, dedicando “l’ultimo” Giubileo alle “persone socialmente escluse”. Dall’11 al 13 novembre, in 6mila da 20 Paesi diversi hanno partecipato a un inedito pellegrinaggio organizzato da  “Fratello 2016”, un’associazione che organizza e anima eventi con e per le persone in situazione di esclusione, in partenariato con le associazioni che le accompagnano. “Sono ripartiti – racconta François Le Forestier, portavoce di Fratello – con un sentimento unanime di grande gioia, nonostante la fatica, nonostante i momenti di folla”.

Qual è stato il momento più toccante di questi tre giorni?
E’ stato l’incontro con il Papa il venerdì mattina. Le persone senza fissa dimora spesso nella loro esistenza sperimentano un sentimento di assenza dolorosa.

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