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Una storia quasi a lieto fine

Lo sfratto, un appello, la risposta di una famiglia fossanese e un nuovo appello; un caso da manuale in tempo di crisi: dalla “normalità” alla povertà e lenta risalita 

L’avevamo chiamata Rosa. E continueremo a chiamarla così.

Cinque mesi fa, quando ci venne a trovare a La Fedeltà, Rosa era una donna disperata. Tratteneva a fatica la rabbia accumulata in anni di “discesa agli inferi” - come avevamo definito quel percorso intricato che aveva portato una famiglia normale a dover chiedere aiuto alla Caritas e ai servizi sociali.

Tutto era cominciato con la separazione della figlia, “messa sulla strada” dal marito. Due bambine a carico di cui una con problemi di salute. “L’ex marito non le ha mai passato un assegno - ci aveva raccontato la donna -. Per evitare il peggio l’abbiamo fatta venire a vivere con noi ma i problemi economici si sono ribaltati su di noi: tre adulti e due bambini non possono vivere con una sola piccola pensione”.

La famiglia allargata si trovò a poco a poco impossibilitata a pagare le bollette, l’affitto... “Siamo stati costretti a chiedere aiuto ai servizi sociali, alla Caritas...”.

Il proprietario dell’alloggio fu costretto a far partire lo sfratto.

Lanciammo l’appello. Una giovane coppia con tre figli rispose e dopo poche settimane Rosa si trasferì nel nuovo alloggio con la figlia, il marito e le nipotine. Ora i problemi sono ancora tanti: debiti pregressi da pagare, soprattutto. E il bisogno di un lavoretto per la figlia che le consenta di star vicino ai figli, soprattutto a quella che ha problemi di salute. Rosa lancia un nuovo appello. Chiunque sia in grado di offrire un lavoretto a madre e/o figlia può telefonare alla Caritas (0172.636264, il lunedì, mercoledì, venerdì dalle 8,30 alle 12,30).