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16.11.2016

“La vita ci sfugge dalle mani. Ma può sfuggirci come sabbia o come semente” (cfr Thomas Merton, monaco, scrittore 1915-1968)

Ieri sono stato a far visita alla tomba di una giovane mamma. Davanti alla lapide, guardando il giovane viso di quell’amica, ho sentito dentro me lo scorrere inesorabile del tempo. Ci eravamo conosciuti da studenti, poi anni allegri con una simpatica banda di amici, poi le nostre vite, qualche lettera, qualche telefonata. Poi la malattia e la morte. Anni volati via, in un attimo. Ora lì, davanti alla tomba, sento il tempo che fugge. Sembra svuotarmi. Un muro che si sgretola, una brocca d’acqua che si svuota, una fotografia che perde i contorni. Ed intanto il tempo scorre, corre, inesorabilmente passa.
Riparto in compagnia di una persona cara. Restiamo per un po’ in silenzio. Lei dice: “La morte mi lascia una sensazione di freddo addosso”. Ancora silenzio. Penso: Sì, la morte è fredda. Ti toglie il tempo, il futuro, l’attesa. Ti toglie la possibilità di dire: ‘Appena riesco passo’, ‘Ci vediamo domani’, ‘Sto progettando un viaggio, sto pensando di organizzare una cena’, ‘Finalmente mi regalo un giorno in montagna’. Come sono belle queste frasi! Non ci pensiamo mai abbastanza. Ci fanno guardare avanti con fiducia e ci donano la sensazione di avere tempo, quasi di essere padroni del tempo. Sensazione vitale, che sprigiona gioia e vertigine. Ti scalda il cuore.  Ed allora m’impegno a dire con più attenzione “Ci vediamo domani”. Voglio dirlo gustando il piacere di sentire come un regalo il tempo che va da qui fino a domani. Voglio dirlo gustando già come un regalo il tempo che passeremo insieme domani. Voglio dirlo provando a vivere davvero queste ore e questi minuti. Perché non passino invano, lasciandomi la sensazione di vuoto, di freddo, di morte.
La visita alla tomba mi ha sussurrato: “Vivi intensamente, non buttare via il tempo, sorseggia ogni attimo”. E mi ha fatto tornare alla mente il  pensiero di Thomas Merton: “La vita ci sfugge dalle mani. Ma può sfuggirci come sabbia o come semente”. Le ore sono come granelli che abbiamo in mano. Granelli finissimi che piano piano scivolano. Ma possono essere semplice sabbia, che cade in terra e non genera nulla. Anzi lascia un deserto. Oppure possono essere come preziosi semi, che entrano nel terreno e generano fiori, piante, frutti. Producono un giardino.
“Chi vuol salvare la vita la perde. Chi la dona la trova”. Chi pensa soltanto a sé, chi vive il tempo soltanto per averne un tornaconto immediato, genera sabbia, perde il tempo. Chi guarda più in là. Chi lavora e si spende per qualcuno e per qualcosa genera un giardino. Anche per lui il tempo passa, ma come semente che genera vita attorno a sé e oltre sé.