Gianni Vigna con “Trasparenze di forme” torna in mostra a Mondovì

Una “mostra-vetrina” il via Pian della Valle 7 a Breo come ogni anno.

Anche quest’anno Gianni Vigna, dal 14 novembre al 6 gennaio, il bravo acquerellista monregalese non ha mancato il suo appuntamento con il pubblico con l’annuale ed inusuale mostra delle sue opere recenti; lo fa presentandole in una “mostra-vetrina” il via Pian della Valle 7 a Breo come ogni anno.

Questa volta ad ispirarlo sono “Trasparenze di forme” e con questo titolo presenta le sue recenti opere. Sono, ancora una volta, i lavori più recenti perché Gianni non produce tantissimo in quanto prende in mano gli acquerelli soltanto quando il tema gli provoca una emozione. Anche per le opere presentate in questa mostra, singolare e inusuale, l’artista ha scelto di esporre un gruppo di opere che nascono dalla sua osservazione emozionata e il risultato è di grande impatto per chi cerca di cogliere lo spirito che ha mosso il loro autore.

Come avevo già scritto in occasione di una sua mostra a La Morra nel 2004, Gianni Vigna sa guardarsi intorno con attenzione e così i suoi fogli risultano leggeri, condotti con grande genuinità di interpretazione e davvero significativi dell’emozione che il pittore prova e che vuole esprimere. Scontato che la base di ogni suo lavoro è sempre un dato reale e figurativo, in genere paesaggio, ma non solo; l’interpretazione che l’autore ne da è qualcosa che lascia grande spazio alla sua fantasia ed al senso lirico che il tema gli suggerisce.

Ancora una volta, nelle opere esposte, Gianni mette in luce la sua maestria nelle ricche e complesse variazioni coloristiche e tonali degli acquarelli evocativi di paesaggi incantati e a volte surreali.

Parlando di una sua mostra del 2015 ed in diverso contesto tematico il critico Fabio Carisio scriveva che il nostro Gianni, “padrone di una matura identità concettuale e stilistica evidenzia il suo talento nelle sfumature tonali e nelle campiture cromatiche, graduate in timbri prevalentemente freddi e spenti e volte a narrare visioni atmosferiche più che reali paesaggi. Esse sono spesso illuminate da soffusi chiarori che ricordano gli acquerelli dell’inarrivabile William Turner, cui l’artista apertamente s’ispira. Ma Vigna nei propri lavori non ne coglie l’aura romantica bensì v’insuffla silenti sospiri di malinconia decadente, già cari al Crepuscolarismo di Guido Gozzano”.

In altra occasione era Francesco Scarrone a sottolineare che il nostro artista “riporta silenzi senza tempo di angoli del mondo muti come un cielo senza stelle e senza nubi. Muti e dolci. Come versi silenti scritti solo dall’immobilità” ed ancora in altra occasione Giuseppe Brunod annotava che egli “è artista del silenzio...Un tronco caduto nella neve bianca, un cielo cupo che minaccia neve, una esplosione di colori primaverili, una bicocca sulla collina contro un cielo che volge alla sera dopo una fredda giornata. Questa è la filosofia di Vigna. La persegue con accanita ricerca dell’essenziale nel colore e nella grana delle sensazioni che dall’acquarello bagnato sulla carta grossa riesce a trasmettere in chi guarda”.

Sono considerazioni che in gran parte si attagliano anche alle opere presenti in questa rassegna: opere dall’atmosfera magica, fiabesca ed intimista. Che poi obbediscono essenzialmente a due a due concetti basilari e caratteristici che sono l’importanza essenziale dei valori luministici e la leggerezza trasparente delle immagini che attraverso la luce si caricano di un vigore e di una liricità che resta nella memoria dell’osservatore.

Gianni Vigna ci invita, come ogni anno, a vedere i suoi lavori, a condividere le sue emozioni vissute guardandosi attorno nel suo monregalese, osservando a volte soltanto un albero o un cespuglio stormire nel vento su di una collina in una atmosfera che trascolora nelle prime frescure dell’autunno. 

Possiamo farlo molto tranquillamente andando a Mondovì e, passeggiando in via Pian della Valle, basta fermarsi davanti al negozio esposizione e guardare; nessuno vi disturberà ma se troverete qualcosa di vostro interesse basta che chiamiate sul cellulare l’autore ed egli vi dirà tutto quello che volete sapere. La mostra potete vederla fino al 6 gennaio ma forse, più avanti, qualcosa sarà tolto da quella vetrina.