11.01.2017

“Solo raramente sono pronti a cogliere il nuovo in ciò che è piccolo e sommesso” (Romano Guardini, teologo, 1885-1968)

È da poco iniziato un anno. Che cosa ci aspettiamo? Sicuramente qualche bella novità. Tutti abbiamo iniziato l’anno facendo e ricevendo auguri, cioè con la voglia di qualcosa di nuovo, che sia bello. Poi, passata una settimana, diciamo: “Vedi, niente di nuovo, è tutto come lo scorso anno”. Perché tutti, quando pensiamo a qualcosa di nuovo, ci riferiamo ad eventi straordinari, eccezionali, fuori dal comune. Non ci tocca la novità delle cose ordinarie: il sole che sorge di nuovo, le persone care che mi vogliono bene di nuovo, il pane che oggi trovo sul tavolo di nuovo… È davvero folgorante la citazione di Guardini: “Certo la gente dice: ‘sempre le stesse cose… un giorno come l’altro…’. In verità essi per lo più intendono come nuovo quanto è eccitante. Solo raramente sono pronti a cogliere il nuovo in ciò che è piccolo e sommesso. Per poterlo fare dovrebbero essere modesti e grati. La modestia e la gratitudine sono virtù da scoprire”. Ci siamo convinti che le novità siano soltanto quelle eccitanti, quelle che ci scuotono per la loro grandiosità o per la loro imprevedibilità. E restiamo delusi perché sono rare. Non vediamo le infinite novità in cose piccole e sommesse, in vicende quotidiane che non fanno rumore. Ci sfugge la bellezza di un sorriso che avviene oggi ed è nuovo rispetto a quello di ieri. Ed è nuovo perché non nasce da un meccanismo automatico: c’è e poteva non esserci. Anzi c’è ed è sorto per te. Nella monotonia di questa giornata una persona ti ha sorriso vedendoti: una novità che ti rallegra perché ti appare come uno squarcio di bellezza, di bontà, di attenzione, di accoglienza. Ecco: se riesco a vedere così una persona che mi sorride allora la giornata mi offre una bella novità. La stessa cosa vale per lo spettacolo delle montagne. Oggi è una giornata limpida e da piazza Castello ho ammirato per qualche istante il Monviso. È vero che è la stessa montagna dello scorso anno e dell’anno prima. Sempre uguale. Eppure è lì, spettacolare, oggi. E anche oggi mi riempie di meraviglia. Ecco un’altra novità di cui gioire. Vivere così ci aiuta ad avere un anno carico di piccole e sommesse novità che potranno riempire i nostri occhi e il nostro cuore. Perché è fondamentale ricordare ciò che dice Tommaso d’Acquino a proposito della bellezza. Per lui la bellezza non sta nella perfezione, nell’armonia coerente e compiuta, ma nello “splendore delle cose”. La bellezza è data da qualcosa di grande che emerge dal piccolo, un tutto che emerge nello spazio della parte. Come capita per un piccolo gesto di gentilezza che lascia trasparire il gusto buono di un affetto. Saper vedere il “tutto” dentro alle piccole cose, saper vedere la bellezza in piccole bellezze, saper vedere il senso della vita dentro piccoli momenti di felicità: ecco il mio augurio per il nuovo anno.