La Giornata mondiale del rifugiato è dedicata ai minori soli

Si celebra domenica 15 gennaio. Il Messaggio di Papa Francesco

“Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce” è il tema scelto da Papa Francesco per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che verrà celebrata domenica 15 gennaio. Con questo tema, il Papa vuole focalizzare l’attenzione su quei bambini che arrivando soli nei Paesi di destinazione, non sono in grado di far sentire la propria voce e diventano facilmente vittime di gravi violazioni dei diritti umani. Ciò che preoccupa maggiormente è la condizione dei minori nel contesto della migrazione internazionale. Infatti, i bambini e le donne rappresentano le categorie più vulnerabili all’interno di questo grande fenomeno e proprio i minorenni sono i più fragili, spesso invisibili perché privi di documenti o senza accompagnatori.

La denuncia del Papa è stata ripresa dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, che nella sede delle Nazione Unite nel settembre 2016, intervenendo al summit sulla questione dei migranti e dei rifugiati, ricordava che “sono quarantotto milioni i bambini costretti a lasciare le loro case, e migliaia i bambini migranti non accompagnati che sono dispersi e divengono preda di abusanti e sfruttatori”.

 

Le migrazioni sono “un segno dei tempi”

“Sono in primo luogo i minori – scrive il Papa nel messaggio - a pagare i costi gravosi dell’emigrazione, provocata quasi sempre dalla violenza, dalla miseria e dalle condizioni ambientali, fattori ai quali si associa anche la globalizzazione nei suoi aspetti negativi. La corsa sfrenata verso guadagni rapidi e facili comporta anche lo sviluppo di aberranti piaghe come il traffico di bambini, lo sfruttamento e l’abuso di minori e, in generale, la privazione dei diritti inerenti alla fanciullezza sanciti dalla ‘Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia’. Tra i migranti, invece, i fanciulli costituiscono il gruppo più vulnerabile perché, mentre si affacciano alla vita, sono invisibili e senza voce: la precarietà li priva di documenti, nascondendoli agli occhi del mondo; l’assenza di adulti che li accompagnano impedisce che la loro voce si alzi e si faccia sentire. In tal modo, i minori migranti finiscono facilmente nei livelli più bassi del degrado umano, dove illegalità e violenza bruciano in una fiammata il futuro di troppi innocenti, mentre la rete dell’abuso dei minori è dura da spezzare”.

“Come rispondere a tale realtà?” Si chiede il Papa, che indica nel seguito del Messaggio diversi livelli di intervento.

Prima di tutto rendendosi consapevoli che il fenomeno migratorio fa parte della storia della salvezza. “Tale fenomeno – scrive Francesco - costituisce un segno dei tempi, un segno che parla dell’opera provvidenziale di Dio nella storia e nella comunità umana in vista della comunione universale. Pur senza misconoscere le problematiche e, spesso, i drammi e le tragedie delle migrazioni, come pure le difficoltà connesse all’accoglienza dignitosa di queste persone, la Chiesa incoraggia a riconoscere il disegno di Dio anche in questo fenomeno, con la certezza che nessuno è straniero nella comunità cristiana, che abbraccia «ogni nazione, razza, popolo e lingua» (Ap 7,9)”.

 

Protezione, integrazione e soluzioni durature

Inoltre occorre puntare sulla protezione, sull’integrazione e su soluzioni durature. Anzitutto, si tratta di adottare ogni possibile misura per garantire ai minori migranti protezione e difesa, perché la “linea di demarcazione tra migrazione e traffico” è a volte molto sottile. “Ma la spinta più potente allo sfruttamento e all’abuso dei bambini – sottolinea il Pontefice - viene dalla domanda. Se non si trova il modo di intervenire con maggiore rigore ed efficacia nei confronti degli approfittatori, non potranno essere fermate le molteplici forme di schiavitù di cui sono vittime i minori”.

In secondo luogo, bisogna lavorare per l’integrazione dei bambini e dei ragazzi migranti. Scrive Papa Francesco: “Il diritto degli Stati a gestire i flussi migratori e a salvaguardare il bene comune nazionale deve coniugarsi con il dovere di risolvere e di regolarizzare la posizione dei migranti minorenni, nel pieno rispetto della loro dignità e cercando di andare incontro alle loro esigenze, quando sono soli, ma anche a quelle dei loro genitori, per il bene dell’intero nucleo familiare. Resta poi fondamentale l’adozione di adeguate procedure nazionali e di piani di cooperazione concordati tra i Paesi d’origine e quelli d’accoglienza, in vista dell’eliminazione delle cause dell’emigrazione forzata dei minori”.

In terzo luogo, occorre cercare e adottaresoluzioni durature. “Poiché si tratta di un fenomeno complesso, la questione dei migranti minorenni va affrontata alla radice. Guerre, violazioni dei diritti umani, corruzione, povertà, squilibri e disastri ambientali fanno parte delle cause del problema. I bambini sono i primi a soffrirne, subendo a volte torture e violenze corporali, che si accompagnano a quelle morali e psichiche, lasciando in essi dei segni quasi sempre indelebili. È assolutamente necessario, pertanto, affrontare nei Paesi d’origine le cause che provocano le migrazioni. Questo esige, come primo passo, l’impegno dell’intera Comunità internazionale ad estinguere i conflitti e le violenze che costringono le persone alla fuga. Inoltre, si impone una visione lungimirante, capace di prevedere programmi adeguati per le aree colpite da più gravi ingiustizie e instabilità, affinché a tutti sia garantito l’accesso allo sviluppo autentico, che promuova il bene di bambini e bambine, speranze dell’umanità”.

Il Papa conclude il Messaggio per la Giornata del migrante con un ringraziamento a tutti gli operatori che camminano e lavorano “a fianco di bambini e ragazzi sulle vie dell’emigrazione: essi hanno bisogno del vostro prezioso aiuto, e anche la Chiesa ha bisogno di voi e vi sostiene nel generoso servizio che prestate. Non stancatevi di vivere con coraggio la buona testimonianza del Vangelo, che vi chiama a riconoscere e accogliere il Signore Gesù presente nei più piccoli e vulnerabili”.